Uccisa a martellate dal padre: a settembre lui le aveva puntato una pistola
L’arma era poi stata sequestrata dai carabinieri ed erano iniziate le cure per Eros Canepari, 89 anni, che poi ha ucciso la figlia Monica, 63 anni, a martellate
CASTELNUOVO. Alcuni mesi fa Eros Canepari, 89 anni, aveva minacciato di morte la figlia con una pistola. Gliel’aveva puntata contro gridando, in preda all’ira, dicendo che era pronto ucciderla. La situazione era degenerata a seguito di una lite, ma nessuno era rimasto ferito. Né la moglie di Canepari, anche in quel caso, esattamente come ieri, testimone inerme dell’episodio choc, e neanche la figlia. In casa, quando è scoppiata la lite, pare che fosse presente anche il medico di famiglia, che da tempo stava seguendo la situazione di salute della coppia di anziani. Non è noto quale fosse stato il motivo che ha innescato l’ira dell’89enne.
Il sequestro dell’arma
La 63enne aveva chiamato i carabinieri della stazione di Castelnuovo che, intervenuti nell’appartamento, avevano sequestrato l’arma visto i problemi mentali dell’uomo. Avevano inoltre avviato le indagini su quel grave episodio, anche se i contorni sono sembrati da subito piuttosto chiari: l’anziano, in preda a un raptus, era a un soffio dall’uccidere la figlia. Da lì era iniziato un percorso di cura in un centro di salute mentale per l’anziano e la situazione era nota alle strutture sociosanitarie. L’episodio accaduto ieri è il culmine di una drammatica situazione familiare che andava avanti ormai da mesi. Il padre, a causa di problemi degenerativi causati dall’età, adottava sempre più di frequente comportamenti pericolosi, prendendo di mira soprattutto la figlia. Oltre alle indagini dei carabinieri, il medico di base, come detto testimone del drammatico episodio di minacce, si era attivato. Momenti di terrore, nei quali però nessuno era stato ferito, permettendo dunque l’attivazione della macchina assistenziale sociosanitaria.
La tragedia
Nonostante le cure, ieri l’uomo non ha saputo placare la propria foga. La lite è sfociata in pochi minuti in violenza: l’anziano è stato colto da un implacabile raptus sfociato in tragedia. Non avendo più a disposizione la pistola, ha scelto un martello per colpire la figlia. Lei, di fronte a quell’implacabile ira, non è riuscita a difendersi. I vicini di casa raccontano di aver udito, nelle scorse settimane, urla e grida. Proprio come ieri: c’è chi racconta di averle sentite intorno alle 14.30, pochi minuti prima dell’aggressione. È probabile che le liti fossero frequenti in famiglia, e che la figlia si prendesse cura da tempo dei genitori – lui affetto da problemi cognitivi a causa dell’età, lei disabile – ma la situazione è peggiorata sempre più. La famiglia viveva lì da molto tempo.
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