Benetton, Cgil e Uil contro l’assessore Zanca Cisl: «Apertura sui posti di lavoro»
Scintille tra i sindacati sul futuro delle 15 dipendenti in vista della chiusura
MODENA Scontro tra Cgil-Uil e Cisl sulla chiusura di Benetton-Sisley, lo storico negozio del Portico del Collegio che entro fine mese - la data dovrebbe essere quella di domenica 25 - chiuderà i battenti, mentre al suo posto arriverà a primavera lo store Terranova, che fa parte del gruppo romagnolo Teddy. E proprio per cercare di trovare un accordo per salvare i posti di lavoro delle 15 dipendenti di Benetton, giovedì si è tenuto un incontro tra le sigle sindacali Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, l’assessore al Commercio del Comune di Modena Paolo Zanca, i rappresentanti di Benetton-Sisley, quelli di Teddy-Terranova e la Fondazione Collegio San Carlo, proprietaria delle mura del negozio. «Un confronto che, tuttavia, ha lasciato aperte forti criticità - fanno sapere Lisa Cataldo (Filcams-Cgil) e Lorenzo Tollari (Uiltucs-Uil) - a partire dal mancato esercizio di un reale ruolo di mediazione da parte dell’amministrazione comunale. Di fronte a una vertenza che riguarda la difesa dei posti di lavoro e il futuro di decine di persone ci si sarebbe aspettati dall’assessore un’assunzione chiara di responsabilità istituzionale, capace di richiamare le aziende ai propri doveri sociali e di farsi garante di un percorso concreto di tutela occupazionale, ma così non è stato. L’incontro - incalzano le due sigle sindacali - si è limitato a un confronto formale, privo di impegni stringenti presi sotto la garanzia dell’amministrazione che ha evitato, attraverso l’assessore presente, di porsi in una posizione di mediazione reale tra le parti: una scelta grave, che rischia di lasciare le lavoratrici di fronte a una trattativa tra le parti che, a salvaguardia del posto di lavoro, non avrebbe alcuna base giuridica, con prospettive incerte e senza l’assunzione di impegni chiari con le organizzazioni sindacali».
Cgil e Uil
Secondo le sigle del commercio di Cgil e Uil, inoltre, «la disponibilità al confronto espressa da Terranova, seppur positiva, non è sufficiente in assenza di una base forte e autorevole che si auspicava fosse proprio quella politica. Senza un soggetto pubblico che si faccia realmente garante, il rischio è che il dialogo resti sterile. Chiediamo quindi che le istituzioni ripensino il proprio ruolo e lo svolgano fino in fondo, con una cambio di passo immediato; l’apertura di un vero tavolo di mediazione, con impegni chiari e verificabili, che metta al centro la salvaguardia dei posti di lavoro».
«C’è uno spiraglio»
Una visione piuttosto diversa da quella della Cisl: «Lo storico punto vendita Benetton si avvia alla chiusura - commenta Alessandro Martignetti, leader di Fisascat Cisl Emilia Centrale - tutte le energie sindacali sono concentrate per tutelare il posto di 15 lavoratrici e, dopo l’incontro di giovedì scorso, prende quota la possibilità di non lasciare indietro nessuno. Una buona notizia che nasce da un buon lavoro di squadra e che ora andrà realizzata concretamente». Facendo un passo indietro, Martignetti fa notare che «prima di tutto occorre dire la verità: questa non è una cessione di ramo d’azienda. Siamo al cospetto di un’azienda che chiude e se ne va e di un altro gruppo che nello stesso immobile fa partire la sua attività nel centro di Modena. Formalmente, il gruppo Teddy non avrebbe nessun vincolo nei confronti del personale che fino ad oggi ha operato in Benetton - scandisce Martignetti - questa era la situazione brutta di partenza, per sbrogliare la quale non serve a nulla puntare il dito, accusare o inventare pretese che, alla prova del diritto del lavoro, non starebbero in piedi».
«Un passo avanti»
Secondo il sindacalista Fisascat Simone Zannoni, che ha seguito l’incontro, «il primo passo avanti è arrivato al tavolo organizzato dal Comune di Modena: il gruppo Teddy ha comunicato l’intenzione di svolgere colloqui con tutto il personale dello store Benetton, con l’obiettivo di ragionare su nuovi contratti di lavoro nel negozio di via Emilia centro e negli altri punti vendita sul territorio. Calcolando che abbiamo due lavoratrici molto prossime alla pensione e una store manager che seguirebbe un altro percorso professionale, il numero di lavoratrici da proteggere si assesta sulle 12 unità». Fisascat Cisl mette in evidenza l’impegno positivo dell’assessore Zanca e del Comune, che hanno fatto da collante con tutte le parti costruendo una occasione di mediazione».
«Desiderata inespressi...»
A commentare le parole di Cgil e Uil è anche l’assessore Zanca: «Mi dispiaccio di non avere soddisfatto i desiderata inespressi della Cgil - spiega - sul tavolo non c’era una piattaforma e tantomeno una proposta da parte del sindacato che oggi ha da eccepire sul mio ruolo, ponendosi in una posizione ben diversa rispetto a quella costruttiva di un altro sindacato al tavolo. Nel merito credo che l’incontro abbia fornito, di fronte all’ingresso di una nuova proprietà, un punto di partenza per ragionare in maniera condivisa e costruttiva sul futuro, a partire da quello del personale. Una fase in cui ognuno dovrà contribuire all’obiettivo comune. Per quanto riguarda l’amministrazione, quello di agire in tempi brevi anche sul fronte delle licenze e del supporto amministrativo necessario»
