Il figlio disturba al ristorante, papà e mamma picchiati: trovati i 4 aggressori, non ce l’avevano col bimbo
Chiuse le indagini per la rissa scoppiata lo scorso 15 novembre nel locale giapponese Hana a Mirandola. Novità sulle ragioni che l'avrebbero causata: i clienti denunciati non sarebbero stati infastiditi dal bambino ma dal rimprovero troppo severo dei genitori
MIRANDOLA. Secondo loro, quella coppia aveva rimproverato il figlio piccolo in maniera troppo severa e così hanno pensato di intervenire, aggredendo i due genitori prima verbalmente e poi fisicamente. È questo quanto emerge dalla ricostruzione della polizia di Stato di Mirandola, che ha denunciato tre cittadini argentini e un italiano per il reato di lesioni personali in concorso per quanto successo sabato 15 novembre al ristorante giapponese Hana di via Antonietta De Pace a Mirandola. Dopo due mesi di lavoro, le forze dell’ordine hanno comunicato la chiusura della delle indagini e l’individuazione dei quattro presunti colpevoli.
L'accaduto
L’episodio in questione, raccontato dalla Gazzetta di Modena, risale allo scorso mese di novembre: secondo quanto ricostruito dalla polizia, i quattro hanno aggredito, prima verbalmente e poi fisicamente, una coppia di clienti seduta al tavolo accanto a loro, ritenendo che i due genitori avessero utilizzato maniere educative inappropriate ed eccessive nel rimproverare il figlio di due anni, che stava arrecando disturbo agli altri clienti. Dopo una breve ma animata discussione, i quattro hanno aggredito la coppia di genitori, colpendo con pugni e calci prima il padre, facendolo cadere a terra, e poi anche la madre. A chiamare il numero unico 112 è stato un cliente che ha assistito alla scena e sul posto sono intervenuti un’ambulanza del 118 e una pattuglia: il personale sanitario ha accompagnato il padre, un cinquantenne residente in provincia di Mantova, in ospedale a Mirandola
Le indagini
L’attività d’indagine condotta dagli agenti del Commissariato di polizia di Stato di Mirandola ha permesso – grazie all’analisi delle immagini di video sorveglianza cittadina e alla collaborazione della polizia locale – di risalire all’identità dei quattro indagati. La loro posizione è ora al vaglio della Divisione Anticrimine, che sta valutando l’eventuale adozione di misure di prevenzione.
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