L’incubo di Simona dopo il panino, ricoverata per i tremori continui: «Spero in un cura»
Si aggrava la situazione della ragazza di Campogalliano: «Il mio corpo è stremato»
MODENA. Da venerdì 16 gennaio è ricoverata a Baggiovara Simona Pietrobon, la 41enne di Campogalliano che si è ritrovata la vita stravolta per aver mangiato il 21 dicembre un panino con gli amici in un pub.
Tremori continui
La storia è stata raccontata il 16 gennaio dalla Gazzetta: il panino doveva essere senza glutine, e invece c’era. E questo ha innescato una gravissima reazione di intolleranza, con tremori continui, che ha costretto la ragazza prima a lasciare il lavoro nel suo negozio per animali (Xeven, con accessori per il cane sportivo e palestra per addestramento e dog dance) poi – siccome stava sempre peggio, al punto da avere ormai anche difficoltà di parola – a chiamare il 118.
Simona, come sta?
«Sto peggiorando sempre di più, non sono mai stata così male. Sette anni fa, quando avevo scoperto l’intolleranza, avevo avuto tremori al massimo per 12 giorni. Che già, vi assicuro, è molto snervante e faticoso. Adesso è passato quasi un mese e non passano. È come se uno avesse gli elettrodi su tutto il corpo: elettrostimolazione continua, anche solo a stare seduta. Ho male dappertutto, è molto stancante. Non riesco a camminare per più di pochi metri. Da tre giorni, oltre ai tremori, facevo anche fatica a parlare, e mi sentivo svenire. Credo che il corpo sia un po’ stremato. Avevo paura di svenire in casa e allora ho chiamato l’ambulanza. Sono di fatto una persona disabile, però senza nessun tipo di riconoscimento. E alla fine senza neanche una diagnosi ufficiale».
Non è celiachia?
«Ho fatto tutti gli esami del caso, e non sono celiaca. Ho presumibilmente una sensibilità al glutine non celiaca. Una malattia rara, poco studiata».
E le conseguenze quali sono?
«L’ipersensibilità al glutine porta gli anticorpi ad attaccare il cervelletto. I danni potrebbero essere permanenti, se uno non smette di immettere glutine. Io ho smesso subito, non avrei neanche mangiato quel panino se sapevo che c’era. Spero di aver fatto in tempo perché le conseguenze regrediscano, ma da quello che sto vedendo in questi giorni sono molto preoccupata».
Cosa spera dall’ospedale?
«Intanto qualcosa che mi aiuti a dormire per recuperare forze: il tremore tutto il giorno mi sfinisce. E poi spero di trovare quell’aiuto medico che finora non sono mai riuscita a trovare. Spero di avere finalmente una diagnosi, e una cura. Spero che qualcuno possa aiutarmi concretamente: ho 41 anni, e non è bello trovarsi così. Io penso che le cose a volte avvengono per un motivo. Sette anni fa la perdita del lavoro mi ha dato la possibilità di aprire la mia attività. Voglio sperare che i miei attuali problemi di salute mi portino ad avere finalmente una diagnosi. Voglio vedere qualcosa di positivo in tutto questo».
È arrabbiata con chi le ha dato il panino con glutine?
«No. Ha sbagliato proprio panino, non dovrebbe succedere perché c’è chi può morire, ma nella vita si può sbagliare. Io non esco quasi mai, se esco mi porto le mie cose o non mangio, per non avere problemi. ’Sto giro volevo per una volta non essere sempre la rompiballe che non mangia mai con gli amici, e ho detto: ci provo. È andata così. Spero che ciò è accaduto a me porti ad avere sempre più attenzione per chi ha problemi col glutine. Spesso dicono che nei piatti non c’è, invece è presente in piccole tracce, e si sta male lo stesso».
