Gazzetta di Modena

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La battaglia legale

Costruisce una jacuzzi sul terrazzo, il caso al Tar: «È abusiva, rischio per la sicurezza»

di Stefania Piscitello
Costruisce una jacuzzi sul terrazzo, il caso al Tar: «È abusiva, rischio per la sicurezza»

Il Comune di Castelnuovo ordina di demolirla e il proprietario fa ricorso

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CASTELNUOVOUna vasca con idromassaggio di forma circolare, circa un metro e ottanta di diametro e sessanta centimetri di altezza, che a pieno carico arrivava – secondo le valutazioni comunali – a un peso concentrato di circa 466 chili al metro quadrato. Troppo, temevano, per garantire la sicurezza. E poi quelle infiltrazioni comparse con il tempo sul soffitto dell’appartamento sottostante. È tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 che a Castelnuovo nella frazione di Montale, scatta la segnalazione al Comune.

Il caso


Una vicenda che si inserisce in un contesto particolare: Montale è la “capitale delle piscine, con oltre cento impianti privati, circa una ogni quaranta abitanti. Per rendersene conto, basta aprire e fare zoom sulla località con Google Maps per osservarla dall’alto. Nel gennaio 2020 la polizia locale effettua un sopralluogo: il tutto, dopo una segnalazione dei residenti, che temevano possibili rischi per la sicurezza. Sul terrazzo dell’ultimo piano di un condominio vengono rilevate diverse opere: oltre alla piscina-idromassaggio, una veranda chiusa con vetrate scorrevoli, un muretto rialzato con pannelli in vetro frangivento, fioriere disposte lungo il perimetro e una nuova pavimentazione posata sopra quella esistente. Interventi che, considerati nel loro insieme, secondo il Comune comportano un aumento rilevante dei carichi sulla struttura dell’edificio.

«Va demolita»


A fine gennaio arriva l’ordinanza di demolizione delle opere ritenute abusive. Nell’estate del 2020 segue anche una diffida specifica: la piscina non deve essere utilizzata, perché il peso complessivo viene giudicato non conforme a quello previsto dal progetto strutturale dell’edificio. Il caso approda davanti al Tar con il ricorso del proprietario della piscina. Il Comune si costituisce in giudizio, ricostruendo l’origine dell’intervento e alla fine si arriva a sentenza: il ricorso è inammissibile. La decisione si fonda su un profilo procedurale: nel giudizio non erano stati coinvolti formalmente i vicini direttamente interessati dagli effetti dell’ordinanza. Di conseguenza, l’atto comunale di demolizione diventa definitivo.