Gazzetta di Modena

Modena

Le indagini

Stupratore in carcere accusato di altre due violenze sessuali


	Il Percorso Natura a San Damaso
Il Percorso Natura a San Damaso

Il 20enne arrestato lo scorso ottobre per l’aggressione a una donna lungo il Percorso Natura a San Damaso è gravemente indiziato di altri due episodi, uno avvenuto nello stesso luogo e l’altro nel parcheggio esterno di una polisportiva a Castelfranco

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MODENA. Sarebbero altre due le violenze sessuali commesse dal 20enne arrestato lo scorso ottobre per lo stupro di una 52enne lungo il Percorso Natura a San Damaso. È quanto emerge dalle indagini portate avanti in questi mesi, al termine delle quali la polizia di Stato di Modena, lunedì 26 gennaio, ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip, su richiesta della Procura: il 20enne, italiano di origine marocchina, è gravemente indiziato dei reati di tentata violenza sessuale pluriaggravata e lesioni commessi il 12 febbraio 2025 a Castelfranco Emilia e il 23 maggio 2025 nel Percorso Natura a Modena. Le vittime sono due donne di 55 e 60 anni. L’indagato era già ristretto presso la casa circondariale di Modena dal 3 ottobre scorso, in esecuzione di altra ordinanza di custodia cautelare in carcere, con l’accusa di violenza sessuale pluriaggravata, rapina e lesioni ai danni di una donna di 52 anni; fatti avvenuti il 19 agosto 2025 sempre all’interno del percorso natura dei laghetti di Sant’Anna in Modena.

La violenza nel Percorso Natura

Nel corso delle indagini svolte dopo il primo arresto, la Squadra Mobile era venuta a conoscenza di un’altra aggressione simile, accaduta negli stessi luoghi il 23 maggio scorso, che la vittima non aveva inizialmente denunciato. La stessa, escussa dalla Squadra Mobile, aveva riferito della patita aggressione, fornendo alcuni dettagli: descriveva l’aggressore come un giovane, carnagione olivastra, a bordo di una biciletta blu, travisato da sottocasco, indossante uno zaino in stoffa e occhiali da sole; dopo averla raggiunta alle spalle, l’aggressore la trascinava all’interno della vegetazione, puntandole una pistola, al fine di consumare la violenza sessuale, ma la donna riusciva a liberarsi dalla presa e fuggire. L’aggressore veniva descritto con le medesime caratteristiche fisio-somatiche che aveva ricordato la vittima di agosto. La persona offesa in data 11 ottobre scorso formalizzava dinanzi al pubblico ministero denuncia-querela. Già durante l’attività di perquisizione svolta il 30 settembre scorso nel contesto della ricerca delle tracce relative alla violenza sessuale commessa ad agosto, la Squadra Mobile aveva rinvenuto e sequestrato al giovane un berretto blu, un sottocasco, uno zainetto in stoffa e una bicicletta blu, poi risultati essere quelli utilizzati nell’aggressione di maggio.

La violenza a Castelfranco

Sempre nel corso delle indagini, riconoscendo la metodica della serialità nell’agire dell’uomo, venivano analizzati episodi simili avvenuti in questa Provincia, caratterizzati dalle stesse modalità di aggressione con finalità di violenza sessuale, il cui autore era rimasto ignoto. Tale ricerca consentiva di risalire a un tentativo di violenza sessuale commesso la sera del 12 febbraio a Castelfranco Emilia ai danni di una donna, nel parcheggio della palestra dalla stessa frequentata. In questa circostanza, un giovane si appostava nel parcheggio esterno di una polisportiva, travisato da uno scaldacollo, e attendeva che la donna parcheggiasse la propria auto e scendesse dalla vettura, per sorprenderla alle spalle, afferrarla, cingendole un braccio al collo, buttarla per terra e quindi trascinarla di peso nella vegetazione del fosso antistante il parcheggio. Lì il giovane cercava di consumare atti sessuali, ma non riusciva per il sopraggiungere di un’autovettura nel parcheggio. Nelle drammatiche immagini registrate dal sistema di videosorveglianza presente nell’area del parcheggio veniva documentata l’intera azione dell’indagato, mentre aggrediva, atterrava e sollevava di peso la donna, trasportandola nella vegetazione. La donna riportava lesioni giudicate guaribili in 10 giorni. L’analisi tecnica e gli accertamenti antropometrici svolti dalla Polizia Scientifica di Roma e da consulente tecnico nominato da questa Procura hanno permesso di consolidare gravi indizi di colpevolezza a carico del medesimo indagato anche in relazione alla tentata violenza sessuale e lesioni volontarie aggravate commesse in Castelfranco il 12 febbraio 2025.