Incendio all’Inalca di Reggio: 82 lavoratori “ospitati” a Modena
Castelvetro, Solignano e Castelnuovo: ecco dove saranno ricollocati 82 dipendenti. Arriva anche l’intesa tra sindacati e l’azienda: è stata prorogata di sei mesi la cassa integrazione
CASTELVETRO. Proroga di sei mesi, fino al 9 agosto, della cassa integrazione speciale per cessazione attività, prolungamento, per questo periodo, di tutti i trattamenti già in vigore da un anno, ricollocamento di 82 lavoratori presso gli altri stabilimenti Inalca: 24 a Castelvetro, 8 a Solignano, 18 a Castelnuovo, mentre gli altri 32 saranno distribuiti tra Pegognaga e Piacenza. Questi i punti chiave dell’accordo stipulato all’assessorato al Lavoro della Regione il 6 febbraio tra l’azienda con sede a Castelvetro e i sindacati, che rappresenta il primo significativo accordo «della vertenza in atto da un anno», dicono le sigle. Un anno, infatti, è trascorso dal rogo che ha raso al suolo lo stabilimento reggiano di via Due Canali. E da venerdì si sono messi alcuni paletti per tracciare il futuro dei lavoratori.
La posizione dei sindacati
Rispetto alla cassa integrazione, lo strumento è alla verifica del Ministero che ha comunque scritto ai sindacati che esistono i presupposti per accedere. I sindacalisti Valerio Bondi, segretario regionale Flai Cgil, Salvatore Coda (Flai Reggio Emilia), Daniele Donnarumma, segretario Fai Cisl Emilia Centrale ed Ennio Rovatti, segretario Uila Uil, hanno parlato di «accordo rilevante ma difensivo, perché dentro una procedura di licenziamento collettivo che lascia ferite pesanti. La pietra angolare è la cassa prorogata per sei mesi. Sono stati salvaguardati il livello d’inquadramento e l’anzianità convenzionale, gli scatti, la malattia: la parità di trattamento non era scontata».
Per chi accetta il licenziamento
Fino al 31 agosto del 2027 Inalca si farà carico di tutti gli oneri di trasporto dei lavoratori secondo le modalità già in vigore. La procedura di licenziamento collettivo si chiude sulla base del criterio esclusivo della non opposizione del lavoratore (volontarietà), criterio per cui l’azienda non potrà procedere a licenziamenti unilaterali senza il benestare dei lavoratori interessati. Per i lavoratori che accetteranno il licenziamento sono previsti incentivi dalle 11,60 alle 12,89 mensilità nette di retribuzione a titolo di incentivo all’esodo e percorsi finanziati da Inalca, ovvero l’outplacement. In quest’ultimo caso, agenzie redigeranno una mappatura delle competenze e del servizio individuale di riqualificazione professionale, per la ricollocazione in altre aziende con contratto a tempo indeterminato. E i sindacati hanno già iniziato un confronto con altre aziende del settore alimentare per valutare un trasferimento collettivo dei lavoratori.
«No a licenziamenti unilaterali»
«Abbiamo ottenuto un punto di equilibrio in una situazione complicatissima perché impediamo i licenziamenti unilaterali e disegniamo percorsi in cui ogni lavoratore crediamo- possa trovare una prospettiva in cui collocarsi - dichiarano Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil - Nessun trionfalismo che sarebbe fuori luogo, ma anche la consapevolezza di avere ben operato visto il voto positivo unanime dei lavoratori che lunedì sera hanno riempito la sala in cui abbiamo tenuto l’assemblea. Fare quello che si dice, semplicemente, paga». «Valutiamo positivamente ogni intervento per creare proposte occupazionali sul territorio reggiano per i lavoratori “in esubero”, sia nelle aziende con cui stiamo interloquendo direttamente (nel settore alimentare) sia per l’iniziativa del sindaco di Reggio, Marco Massari, per la costituzione di un tavolo provinciale che metta assieme organizzazioni sindacali e parti datoriali per questo comune obiettivo. Grazie alle istituzioni locali e regionali, in particolare all’assessore regionale Giovanni Paglia per il ruolo svolto». Le lavoratrici e Rsu Inalca Rosa Cuomo, Adriana Klinger Valencia e Debora Scerra lavorano in azienda da anni: «Quest’accordo non era scontato, sui mezzi di trasporto è stato necessario un braccio di ferro che ci ha tenuti con il fiato sospeso. Siamo contenti di aver raggiunto l'innalzamento il livello lavoratori da 50 a 82. Non si fanno accordi sulla pelle de lavoratori».
