Gazzetta di Modena

Modena

Il funerale

L’ultimo saluto a Raffaele Marangio, il professore trovato morto in casa con una cintura al collo

di Stefania Piscitello

	La casa dissequestrata in cui viveva Raffaele Marangio
La casa dissequestrata in cui viveva Raffaele Marangio

Lo psicoterapeuta fu trovato morto il 26 luglio nell’abitazione di via Stuffler che è stata dissequestrata

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MODENA. Si terranno domani, 14 febbraio, le esequie per il professor Raffaele Marangio, lo psicoterapeuta 78enne trovato morto il 26 luglio del 2025 nella sua abitazione, sdraiato a terra supino e con le braccia composte. La famiglia (seguita dagli avvocati Luca Brezigar e Domenico Ippolito) nelle scorse ore è arrivata da Roma e finalmente, a distanza di oltre sei mesi, ha potuto fissare la data dell’ultimo addio. La procura infatti ha disposto il nullaosta alla liberazione della salma, dopo avere effettuato tutti gli accertamenti del caso. C’è di più: proprio in queste ore sarà disposto anche il dissequestro della casa in cui il professore è stato trovato privo di vita.

Il giallo

Una vicenda su cui sono ancora tanti gli aspetti da chiarire. Lo psicoterapeuta fu trovato, come già detto, in una posizione innaturale, che fece subito scattare indagini approfondite da parte della Squadra Mobile della polizia di Stato, guidata dal dottor Mario Paternoster. La procura di Modena aveva reso nota la vicenda il 13 agosto. L’allarme era scattato quando la figlia, residente a Roma, non riuscendo a contattarlo, aveva chiesto notizie agli amici modenesi del padre. Anche loro non lo sentivano da tempo. Così, verso mezzogiorno, una Volante era arrivata davanti alla casa con ingresso indipendente, insieme ai vigili del fuoco e al 118. Una volta aperta la porta, la scena: Marangio era disteso in posizione supina, vestito, con una cinghia al collo. Accanto, un grosso scatolone al centro della sala riunioni. Nessun segno di colluttazione, nessuna forzatura agli infissi, nessun soprammobile spostato. In casa tutto era in ordine.

Le indagini

Subito erano scattati tutti gli accertamenti e ovviamente l’abitazione era stata posta sotto sequestro. Era stato aperto un fascicolo per omicidio volontario, inizialmente contro ignoti, e poi con l’iscrizione nel registro degli indagati di un 43enne tunisino. L’uomo fu interrogato e poi rilasciato, evidentemente perché a suo carico non emersero elementi tali da portare a un arresto. La Mobile ha proseguito le indagini ascoltando altre persone e analizzando le immagini della videosorveglianza. Accertamenti – uniti anche ai rilievi scientifici – necessari a chiarire chi si fosse recato nell’appartamento. In tutti questi mesi la salma di Marangio è rimasta in Medicina legale, a disposizione per accertamenti. Nei giorni scorsi, il nulla osta. Domani – 14 febbraio – alle 13.30 le esequie – a cura delle onoranze di Gianni Gibellini – a Terracielo, dopodiché si procederà con la cremazione.