Tariffa dei rifiuti, la Uil attacca: «La bolletta sale anche per i cittadini virtuosi, altro che risparmio»
Roberto Rinaldi, coordinatore del sindacato per le province di Modena e Reggio, commenta l’ultima analisi nazionale Tari anche alla luce dell’introduzione della Tariffa puntuale: «Cresce l’impegno per la raccolta differenziata e il riciclo, ma in cambio non si hanno benefici»
MODENA. A Modena cresce l’impegno dei cittadini nella raccolta differenziata dei rifiuti, ma le bollette continuano ad aumentare. È il paradosso denunciato da Roberto Rinaldi, coordinatore Uil di Modena e Reggio Emilia, commentando l’analisi nazionale sulla Tari elaborata dal centro studi Uil. «Aumentano responsabilità e comportamenti virtuosi, ma le tariffe non scendono», sottolinea Rinaldi, evidenziando come il binomio “più differenziata = più risparmio” nei fatti non esista.
Gli aumenti
Secondo i dati del sindacato, una famiglia modenese tipo composta da quattro persone in un’abitazione di 80 metri quadrati ha pagato nel 2025 una tariffa media di 297 euro, contro i 281 del 2024: un incremento del 5,85%. Un aumento che, secondo la Uil, stride con l’impegno richiesto alle famiglie, chiamate a informarsi, separare correttamente i materiali e modificare le proprie abitudini quotidiane per ridurre l’indifferenziato e favorire il riciclo. Un lavoro che parte dalle scuole e coinvolge l’intera comunità, ma che - denunciano - non trova un riscontro economico in bolletta. «La gestione dei rifiuti non può trasformarsi in un meccanismo che genera profitti senza redistribuzione», avverte Rinaldi. Il sindacato riconosce la necessità di investimenti in impianti, tecnologie e tutela del lavoro nel settore, ma chiede che tutto ciò non ricada sulle famiglie.
La richiesta
La tariffa puntuale, introdotta dal Comune di Modena e ora entrata nel vivo, rischierebbe di rivelarsi un “boomerang” se non accompagnata da politiche realmente premianti per chi produce meno rifiuti. «I rifiuti non possono essere un business - ribadisce la Uil -. Se il sistema funziona, i benefici devono tornare ai cittadini, non solo ai gestori». Senza un incentivo economico concreto alla virtuosità, avverte il sindacato, la transizione ecologica rischia di diventare un ulteriore costo per le famiglie. Per questo la Uil chiede all’Amministrazione comunale un cambio di passo, invitandola ad applicare pienamente la recente delibera di Arera sul metodo tariffario 2026-2029, che lega la Tari a costi reali, efficienti e verificabili, evitando aumenti ingiustificati derivanti da ritardi, cattiva programmazione o inefficienze organizzative. Una linea che, secondo Rinaldi, rappresenta l’unica strada per restituire credibilità al sistema e giustizia economica ai cittadini.
