Muore 8 giorni dopo aver raccontato il suo calvario
Pavullo piange Gianfranco Fiorentini, ex agente di polizia locale: si è spento a 73 anni a causa un tumore, che aveva comportato anche il mancato rinnovo del porto d’armi, la sua passione
PAVULLO. È morto una settimana dopo aver raccontato la sua dolorosa storia. Ma in questi pochi giorni, ha ricevuto tanta solidarietà che gli ha scaldato il cuore, aiutandogli a fare l’ultimo tratto. Se n’è andato nella notte tra sabato e ieri, 15 febbraio, Gianfranco Fiorentini, a 73 anni. Era molto conosciuto a Pavullo, dove ha vissuto una vita in mezzo alla gente, lavorando per il Comune: prima per vent’anni come autista di scuolabus, poi fino alla pensione come agente di polizia Locale. Si è spento nella sua casa, in famiglia, vinto da quel devastante tumore contro cui ha lottato quasi per un anno. Lo aveva reso magrissimo, dall’omone che era un tempo. Ma nello spirito è rimasto forte fino all’ultimo, per quanto segnato da una vicenda che, ha raccontato, «mi ha fatto quasi più male del tumore».
Il caso
È quella del mancato rinnovo del porto d’armi che ha avuto per tutta la vita, e che gli serviva ancora in questi ultimi anni per andare a caccia, la sua grande passione, ma soprattutto per poter conservare i vecchi fucili che erano un ricordo di suo papà. Scoperto nel marzo 2025 il tumore, in una forma molto aggressiva, Fiorentini aveva trascorso tre mesi in ospedale, e le cure avevano fatto effetto. Tanto che a giugno, alla scadenza del porto d’armi, si era sottoposto alla visita da suo medico di famiglia, che gli aveva rilasciato il certificato anamnestico necessario per il rinnovo, trovandolo in idonee condizioni psicofisiche. Era stato ritenuto idoneo anche nella seconda visita necessaria. Ma in seguito ai rilievi mossi dai carabinieri della stazione di Pavullo legati alla sua condizione di malato di tumore, il porto d’armi non gli venne rinnovato in commissione. Fu un dolore fortissimo per lui, insieme a quello legato alle modalità con cui il 18 luglio i carabinieri della stazione vennero di sera a casa sua a sequestrargli i fucili. Poi ancora, il 20 gennaio scorso gli è stato notificato un atto in cui la Prefettura, su richiesta degli stessi carabinieri della stazione, ha disposto per lui anche il divieto di detenzione di armi. «Come si fa per la gente pericolosa o i delinquenti – ha commentato amaro Fiorentini – dopo avermi già tolto permesso e armi, anche questa umiliazione. A me, pubblico ufficiale con onore fino alla pensione».
La solidarietà
Solidale con lui Romano Canovi, presidente dell’Atc Modena 2, che ha sottolineato come non gli sia mai capitato di vedere contestare in caserma un certificato anamnestico di idoneità, assicurandogli la tutela legale dell’Atc, nel caso ne avesse voluto bisogno. Non c’è stato il tempo: se n’è andato in pochi giorni. «Mi dispiace moltissimo per la sua scomparsa» sottolinea Canovi, che lo aveva apprezzato anche come dipendente comunale negli anni da sindaco e assessore. La famiglia ringrazia sentitamente lui e le tante persone – tra cui anche diversi carabinieri – che in questa settimana sono venute a trovare Gianfranco, o gli hanno telefonato, per portargli la loro solidarietà. Il funerale sarà oggi pomeriggio alle 14.30 nella chiesa di Renno. Poi la salma verrà portata dalle onoranze Verucchi in cremazione.
