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Tentò di strozzare la nonna a Formigine, il nipote patteggia 18 mesi di carcere


	L'intervento dei carabinieri nella casa a Formigine
L'intervento dei carabinieri nella casa a Formigine

I litigi andavano avanti da anni, poi a settembre 2025 l’episodio choc. La 76enne finì all’ospedale e il giovane fu arrestato. Il giovane in questi mesi si è impegnato a effettuare un corso “di recupero delle buone maniere” in un centro contro la violenza sulle donne

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FORMIGINE. Ha patteggiato un anno e sei mesi di carcere il giovane che nel settembre 2025 si rese responsabile di un’aggressione choc a Formigine: al culmine dell’ennesimo litigio, tentò di strangolare la nonna. Si trova tuttora agli arresti domiciliari: non andrà in carcere, ma si è impegnato a seguire un corso antiviolenza.

L’aggressione choc

Si tratta di un 27enne italiano che viveva da tempo con la nonna 76enne a Formigine. Pur lavorando, non riusciva ancora a pagarsi l’affitto, e la nonna era rimasta da alcuni mesi sola, dopo la morte del marito. Venendo a stare da lei, il giovane le dava anche una mano nelle faccende di casa, in una sorta di reciproco sostegno. Ma la convivenza si rivelò difficile: a partire dal 2023 fino al settembre 2025, quando venne arrestato, furono diversi i litigi fra i due, anche piuttosto accesi, al punto da mettersi le mani addosso. Furono chiamati più volte i carabinieri, da entrambe le parti, ma le liti non sfociarono mai in episodi veramente gravi. Fino al 23 settembre 2025, quando il litigio assunse contorni sconvolgenti.

I maltrattamenti

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri in base alla testimonianza della donna, al culmine della lite lui l’afferrò al collo facendola cadere a terra, nel tentativo di strangolarla. Lei riuscì a liberarsi e a fuggire dal vicino di pianerottolo, dando l’allarme. Sul posto subito il 118 e i carabinieri di Formigine, che bloccarono il giovane all’interno della casa arrestandolo con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. Portata a Baggiovara, la nonna per fortuna non evidenziò lesioni gravi: per lei sette giorni di prognosi. Non si arrivò dunque all’accusa di tentato omicidio. Ma l’anziana parlò di episodi di violenza domestica che si susseguivano da mesi, tali da configurare appunto il reato di maltrattamenti. Il giovane fu quindi portato in carcere. E ci rimase anche dopo l’interrogatorio di garanzia, perché il giudice lo ritenne pericoloso.

Il patteggiamento

Tuttora, a distanza di quasi cinque mesi, è in stato di arresto, anche se a casa, nell’abitazione in cui si è trasferito a Sassuolo. Su consiglio del suo avvocato, Antonietta Sghedoni, il giovane ha scelto la strada del patteggiamento, senza affrontare un processo. L’avvocato ha concordato con il pm (Lucia De Santis) una pena di un anno e sei mesi, che ieri mattina, 16 febbraio, è stata ritenuta congrua dal giudice. Da qui la sentenza. Pena alla fine non alta, ma solo perché il giovane si è impegnato a effettuare un corso “di recupero delle buone maniere” in un centro contro la violenza sulle donne. Lui e la nonna, dopo l’accaduto vivono in due comuni diversi: in questi mesi non si sono registrati altri episodi critici legati a una convivenza. Ma va detto anche che lui era nell’impossibilità di raggiungerla per via dello stato di arresto, in cui permane.