Mamma, figlia e moglie in ospedale dopo l’incidente, l’abbraccio di calciatori e tifosi al compagno di squadra
Un momento di vicinanza nella partita di Terza categoria tra Borghetto Sant’Anna e Sanfa, con uno striscione (“Vi siamo vicini”) e la dedica della vittoria. E Gianluca Gozzi ringrazia: «Un bellissimo gesto, raro da vedere»
CASTELFRANCO. Un momento di vicinanza, di umanità. Nel recupero di Terza categoria di mercoledì sera (4 marzo) tra Borghetto e Sanfa, a catturare l’attenzione e gli applausi non è stata solo la prestazione della squadra di casa. Infatti, nonostante la vittoria per 1-0 dei ragazzi di mister Bartolini, i tifosi del Borghetto Sant’Anna hanno voluto mostrare la loro vicinanza a un giocatore in particolare, Gianluca Gozzi. L’attaccante, ex Gaggio e Spilamberto, ha passato con il fiato sospeso gli ultimi giorni dato che la sua famiglia è stata coinvolta nello spaventoso incidente avvenuto nei pressi di Gaggio proprio poche ore prima della partita.
Lo schianto
Pericolo fortunatamente scampato con la figlia di 5 mesi e la moglie che si trovano ora in condizioni stabili in ospedale, mentre la madre di 68 anni aveva riportato ferite gravi a causa dell’impatto. Lo schianto tra le due auto era stato piuttosto violento, con l’auto della famiglia finita nel canale, compiendo un volo di ben 7 metri. La neonata è stata sbalzata, ma fortunatamente non ha riportato ferite gravi. Un incrocio, quello tra via Imperiale e via Mavora, in cui in passato sono già successi diversi incidenti.
Il messaggio
“Famiglia Gozzi, vi siamo vicini” era il messaggio presente sullo striscione esposto dai tifosi durante la partita. Anche la società di Sant’Anna ha voluto unirsi vicino al proprio tesserato, con le parole del dirigente Thomas Guizzardi: «Vogliamo dedicare questa vittoria a Gozzi e ai suoi familiari, con un grande bocca in lupo da parte della famiglia del Borghetto per una pronta guarigione». Il giocatore, emozionato, ha voluto ringraziare l’ambiente, tifosi e società: «Un bellissimo gesto, raro da vedere. Considero questa squadra la mia seconda famiglia. Nella mia carriera ho visto raramente un gruppo così coeso».
