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Albanese-Mezzetti, scontro aperto a 5 mesi dall’incontro a Modena. Il sindaco: «Il suo ego davanti a tutto»

di Luca Gardinale

	La consegna del Grosso e il post
La consegna del Grosso e il post

Il primo cittadino aveva preso le distanze dalle parole utilizzate dalla relatrice Onu nei confronti del sindaco di Reggio Emilia e dopo l’assalto alla redazione de “La Stampa”, lei replica: «Pronta a restituire il “Grosso” che mi ha donato in Comune»

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MODENA. C’è chi la butta sull’ironia, chiedendo alla dottoressa Francesca Albanese se pensa di riportarlo direttamente lei, il “Grosso”, oppure se è più comodo spedirlo. Fatto sta che il Grosso d’argento – la prima moneta coniata dalla comunità modenese nel 1226 – consegnato dal sindaco di Modena Massimo Mezzetti a fine settembre 2025 alla relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati Francesca Albanese, è finito al centro di un vero e proprio caso politico che ha fatto litigare gli stessi Mezzetti e Albanese.

Il “caso” Albanese

Facendo un passo indietro, giovedì scorso, rispondendo in Consiglio comunale all’interrogazione di Ferdinando Pulitanò (Fdi) sulla concessione del Grosso d’argento a Francesca Albanese, il primo cittadino aveva chiarito alcune cose, riferendosi allo scontro istituzionale avvenuto pochi giorni dopo tra la relatrice Onu e il sindaco di Reggio Emilia (di fatto Albanese aveva “rimproverato” il primo cittadino Marco Massari). Ebbene, giovedì 5 marzo in Consiglio comunale Mezzetti ha ammesso «con tutta sincerità che una settimana dopo i fatti di Reggio non lo avrei fatto (di concederle il Grosso, ndr). Penso che la dottoressa Albanese sia venuta meno a un principio, quello di ricoprire un ruolo istituzionale senza abbracciare i fanatismi». Parole alle quali ieri è arrivata una risposta, direttamente da Francesca Albanese, che ha inserito una “storia” sul suo profilo Instagram: «È arrivato il momento di restituire la moneta della città di cui il sindaco mi fece dono – scrive –  un memento che servirà più a lui che a me». Una frase che ieri è rimbalzata da un telefono all’altro.

La replica di Mezzetti

Parole a cui il sindaco ha replicato rivendicando «la libertà di pensiero che ho esercitato in Consiglio comunale. Se questo porterà la dottoressa Albanese a restituire il Grosso di cui le abbiamo fatto omaggio, non posso che prenderne atto. Nel corso del dibattito in Consiglio ho ribadito la mia netta e inequivocabile condanna del genocidio perpetrato nei confronti dei palestinesi da parte del governo e dell’esercito israeliano. Ho però altresì stigmatizzato episodi successivi al nostro incontro che hanno visto la stessa Albanese protagonista. Mi riferisco ad esempio a quanto accaduto sul palco del teatro Valli di Reggio e le sue parole all’indirizzo del mio collega sindaco così come quelle giustificatorie nei confronti di Hamas, oppure le parole usate in seguito all’assalto alla redazione de “La Stampa”. Mi dispiace che la dottoressa Albanese anteponga la critica a lei rivolta alle mie parole di condanna per la tragedia palestinese. Il suo ego – incalza Mezzetti – prevale evidentemente sul resto, che ha ben più drammatica importanza. Vedo che ripete con me lo stesso comportamento tenuto in occasione dei due precedenti episodi che ho citato: impartisce moniti, bacchetta i comportamenti che non si conformano al suo pensiero assurgendolo a legge morale. Mi dispiace – chiude Mezzetti – con me non trova una persona accondiscendente, ma farò comunque tesoro del suo monito: in futuro eviterò di ripetere l'errore di valutazione compiuto nell’occasione dell’omaggio che le ho fatto».

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