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Il provvedimento

Villa confiscata, Biagio Passaro non ci sta: «Farò ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo»

di Mattia Vernelli
Villa confiscata, Biagio Passaro non ci sta: «Farò ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo»<br type="_moz" />

L’imprenditore replica dopo l'esproprio di beni per un valore di 1,2 milioni di euro: «Le accuse nascono da errori nei conteggi»

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CASTELFRANCO. «I miei legali stanno predisponendo il ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo». Biagio Passaro non ci sta e annuncia iniziative legali. L’imprenditore si oppone alla confisca in via definitiva della sua villa con piscina di Castelfranco e di altri beni per un valore complessivo di 1,2 milioni di euro.

La confisca

Il provvedimento è stato eseguito mercoledì dai militari del Comando provinciale della Guardia di finanza di Modena. La misura dà attuazione al decreto di confisca di prevenzione emesso dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Bologna e diventato definitivo dopo la sentenza della Corte di Cassazione dell’11 febbraio scorso, che ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dalla difesa. Sarebbe stata riscontrata una sproporzione tra i redditi dichiarati al fisco e il patrimonio nella disponibilità dell’imprenditore, oltre che tra le entrate ufficiali e il tenore di vita. Alcuni beni, secondo gli investigatori, sarebbero stati detenuti anche tramite intestazioni a terze persone.

La risposta di Passaro

Un provvedimento definito da Passaro «un obbrobrio». «Faremo ricorso – annuncia – e attueremo altre azioni legali per far emergere le evidenti incongruenze di questa vicenda. È evidente che l’intera vicenda nasce da conteggi sbagliati. Confido che nelle sedi giudiziarie competenti emergerà la verità».

La decisione del Tribunale, secondo Passaro, «riguarda una vicenda complessa, nata da ricostruzioni economiche elaborate dalla Guardia di Finanza di Modena, che hanno attribuito al sottoscritto disponibilità finanziarie ritenute non giustificate. Tuttavia tali ricostruzioni – afferma l’imprenditore – risultano oggi fortemente contestate anche in sede giudiziaria. Con sentenza del 10 marzo 2026, la Corte di Giustizia Tributaria di Modena ha infatti annullato integralmente gli avvisi di accertamento fiscali fondati su quelle ricostruzioni contabili, circa 2 milioni di evasione derivanti dal procedimento 1018 di Bancarotta, oltre al fatto che già in primo grado sono stato assolto dal reato di autoriciclaggio e fondi covid», sostiene Passaro.

L’imprenditore entra poi nel merito della sentenza: «Il Collegio leggendo la sentenza ha rilevato che sono stati considerati imponibili versamenti che non lo erano, come rimborsi di prestiti, giroconti o trasferimenti tra familiari. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate ha duplicato componenti positivi di reddito, determinando una doppia tassazione di somme già dichiarate o già tassate. È stata formulata una presunzione di redditi in nero senza che vi fosse alcuna prova concreta».

La stessa sentenza, afferma Passaro, «ricorda inoltre che il Tribunale del Riesame di Modena aveva già disposto il dissequestro dei beni, rilevando criticità nella ricostruzione economica effettuata dagli investigatori. Nonostante questi elementi, il procedimento relativo alle misure di prevenzione si è concluso con la confisca definitiva», conclude l’imprenditore nel suo intervento.