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Il ricordo

Motociclista morto sulla Canaletto, il 23enne stava andando a trovare la nonna: «Lei non si dà pace»

di Daniele Montanari

	Alessandro Alberghini, 23enne morto nell'incidente
Alessandro Alberghini, 23enne morto nell'incidente

È stato il sindaco a dare la notizia all’anziana: «Dice che è colpa sua, ma non è vero». Il datore di lavoro nell’azienda agricola di Cortile: «Ragazzo d’oro, siamo sconvolti»

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SAN PROSPERO. «La nonna non riesce a darsi pace. Continua a dire: “È colpa mia, è colpa mia!”. Sta soffrendo veramente tantissimo». A parlare è il sindaco di San Prospero, Sauro Borghi, che la conosce da una vita, anche da prima che con il marito gestisse la maglieria a Bomporto.

Il sindaco e la nonna

È stato lui ieri mattina – 13 febbraio -, informato dalla polizia Locale, a darle la notizia della morte dell’amato nipote Alessandro, il motociclista morto in un’incidente stradale sulla Canaletto. «Lei l’aveva accompagnato a ritirare la moto – spiega – e gli aveva chiesto se dopo poteva accompagnarla dall’oculista perché non voleva avere problemi alla guida con le gocce. Quando ha visto che non arrivava, gli ha telefonato. E non sentendo risposta, era in ansia. Ho dovuto dirle perché lui non rispondeva: è stato straziante. Continuava a dire: “È colpa mia, è colpa mia! Non dovevo chiedergli di portarmi dal dottore. Se andava a lavorare, non sarebbe successo nulla!”. Ho provato a dirle che non è colpa di nessuno, che è successa una tragedia e basta. Ci vorrà tempo, bisogna starle vicino. A lei e agli altri famigliari. Le morti sulla strada sono sempre brutte, ma quando capitano così giovani, sono veramente intollerabili. Bisogna sorreggersi insieme, nella comunità».

Il datore di lavoro

Alessandro lavorava dal settembre 2024 a Cortile di Carpi presso l’azienda agricola Galeazzi, che lavora per conto terzi: trinciatura, lavorazione del fieno e altro. Quel lavoro sui trattori, benché impegnativo, gli piaceva molto, e si era fatto voler bene. Verso la fine della mattinata Loreno Galeazzi, figlio del titolare e suo collega diretto che gli organizzava il lavoro, lo ha chiamato per parlargli di quello che doveva fare al pomeriggio. Ma anche in questo caso, dal suo telefono non poteva venire alcuna risposta. «Sono rimasto sconvolto, anzi siamo rimasti sconvolti tutti qui in azienda quando il sindaco ci ha chiamato per dirci quello che era successo, che il nostro Alessandro non sarebbe tornato mai più – racconta Loreno – è stato davvero tremendo prenderne atto. Era qui con noi ormai da un anno e mezzo, e si era fatto davvero voler bene. Gli piaceva lavorare con i trattori, era un ragazzo d’oro: buono e disponibile, non si lamentava mai e anzi cercava di dare sempre il meglio sul lavoro. Un gran bravo ragazzo, che si impegnava in quello che faceva. Siamo rimasti di sasso qui, anche gli altri dipendenti sono rimasti senza parole. È terribile, da un momento all’altro... E pensare che se veniva qui a lavorare, non sarebbe successo nulla...».l

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