Daniela Ruggi, reggiseno senza sangue e troppo deteriorato: potrebbe non emergere il Dna
L’esame dei carabinieri del Ris di Parma sul reperto ritrovato nella torre di Pignone a Vitriola. L’avvocato Deborah De Cicco, che assiste il fratello Alberto: «Vale la pena tentare comunque e fare un’analisi anche dal punto di vista merceologico»
MONTEFIORINO. Non c’è traccia di sangue, e potrebbe essere impossibile risalire al Dna, perché il reperto è troppo deteriorato. Da quanto trapelato – ma si attende ancora l’ufficialità delle conclusioni – è questo ciò che è emerso nell’incidente probatorio che si è svolto nella sede dei Ris di Parma sulla coppa di reggiseno trovata il 2 gennaio scorso a Vitriola alla torre di Pignone, dove è stato rinvenuto anche il teschio che è stato ricondotto con certezza a Daniela Ruggi, la 31enne scomparsa proprio da Vitriola, a poche centinaia di metri da lì, nel settembre 2024.
L’esame del Dna
L’esame del reperto è stato un accertamento tecnico irripetibile, che si è svolto alla presenza dell’avvocato Deborah De Cicco, che assiste Alberto, fratello di Daniela, e della dottoressa Marina Baldi, illustre genetista e biologa del pool di Andrea Sempio, nel caso Garlasco. È stata nominata consulente dal legale, assieme al criminologo Armando Palmegiani. In attesa delle conclusioni ufficiali sulle operazioni, quello che è emerso è che il reperto consiste nella metà destra di un reggiseno, strappata ancora da capire come. Un reperto fortemente deteriorato dalle intemperie a cui è stato esposto per molti mesi (c’era anche guano), e per questo potrebbe essere difficile risalire al Dna, e avere quindi la certezza che sia di Daniela. Dai riscontri poi non è emersa la presenza di sangue. Nel caso sia effettivamente un pezzo del suo reggiseno, non basta però ovviamente questo per allontanare l’ipotesi omicidio, che potrebbe essere avvenuto anche senza spargimento di sangue.
L’avvocato del fratello
«Il reperto era intriso di terriccio e fango, per cui sarà difficile isolare un Dna – sottolinea l’avvocato De Cicco – quello di Daniela e/o di terzi. Ma vale la pena tentare. Per noi è stato molto utile osservare il reperto da vicino: mi ha posto alcuni interrogativi che faremo convergere in un’istanza che depositeremo in Procura, affinché venga approfondita un’analisi anche dal punto di vista merceologico presso il competente Reparto Investigativo. Restiamo in attesa di avere l'ufficialità dei risultati, a seguito del deposito dei referti». Il riferimento a un’analisi ulteriore è legato alla necessità di capire anche come il reggiseno è stato ridotto a brandelli: se per l’azione di qualche animale selvatico, o se per un intervento umano. Che nel caso, sarebbe un elemento fondamentale nelle indagini, aperte contro ignoti per omicidio volontario.
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