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Il cordoglio

Gino Paoli, i ricordi degli amici modenesi. Soragni: «C’ero quando conobbe Paola. E quella volta con Vasco...»


	Gino Paoli con la moglie Paola, con Vasco e con Reggiani
Gino Paoli con la moglie Paola, con Vasco e con Reggiani

Il giornalista lo conobbe durante la sua esperienza a Tv Sorrisi e Canzoni: «Tra noi nacque una bella amicizia». Stefano Reggiani, direttore dell’ospedale di Sassuolo: «Le nostre mogli erano molto legate, lui mi chiamava se gli serviva un parere»

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MODENA. «Eravamo io, Gino Paoli e Vasco Rossi su un aereo. Era il 1991. E a un certo punto Gino chiese a Vasco di poter citare “Vita spericolata” in quella che poi è diventata “Eravamo quattro amici al bar”». Tutto il resto è storia, storia di uno dei pezzi iconici della carriera di Gino Paoli, morto ieri (martedì 24 marzo) a 91 anni.

Il ricordo di Daniele Soragni

Testimone di come nacque è Daniele Soragni, giornalista e sceneggiatore modenese che conobbe il celebre cantautore «a Milano, nel 1985, quando lavoravo a Tv Sorrisi e Canzoni. Lo incontrai perché organizzavamo i Telegatti e il concorso “Vota la Voce”: lui era una presenza costante a tutti gli eventi della rivista. Ma in realtà la prima volta in cui mi sono imbattuto in lui risale a qualche tempo prima, a tal proposito ho anche un ricordo curioso e divertente. Mio fratello era fidanzato con un’amica di Paola Penzo, futura moglie di Gino. Una volta accompagnò lei e l’amica a una festa: proprio quella sera Paola conobbe Gino Paoli. Però mio fratello doveva riportarle a casa entro mezzanotte e, quando cercò di portarle via, finì addirittura per litigare con Paoli. Anni dopo, quando lo conobbi, gli raccontai quell’episodio: da lì nacque la nostra amicizia, grazie a questo aneddoto singolare». Soragni con Paoli aveva un rapporto vero. E può raccontare davvero com’era il Gino uomo, lontano dai riflettori.«Era una persona straordinaria, burbera all’apparenza, ma in realtà molto colta e simpatica. Conoscendolo bene si capiva il suo spessore umano e culturale. Le sue canzoni parlano da sole: riusciva a trasformare anche un semplice fruscio del mare in qualcosa di straordinario». Scegliere un aneddoto in tanti anni di amicizia non è semplice. Ma uno che li batte tutti - Soragni - lo trova subito: «Nel 1991, sempre con Tv Sorrisi e Canzoni, facemmo un referendum con i lettori sui "Magnifici 7" tra politica, cinema, tv e musica: in quest’ultima categoria vinse proprio Vasco Rossi - racconta Soragni - . Il giorno delle premiazioni siamo partiti con tutti i vincitori in aereo da Milano, direzione Roma. Paoli chiese proprio durante il volo a Vasco di poter usare alcuni versi di "Vita spericolata" per una canzone che stava scrivendo: era "Quattro amici al bar", che infatti si chiude con le parole di Vasco. In quell’occasione eravamo tutti insieme su quell’aereo: venimmo ricevuti da Giulio Andreotti, premiato con il Telegatto come miglior politico dell’anno. C’erano anche Bossi, Baggio e Villaggio: fu un incontro davvero unico. L’anno successivo «il Telegatto lo vinse Gino e fummo ricevuti dal Presidente Francesco Cossiga. Tra i premiati c’erano Enzo Biagi, Alberto Tomba, Silvio Berlusconi e Roberto Benigni». Ieri Vasco ha omaggiato l’amico con un post su Instagram: «E poi ci troveremo come le star...La prima volta che ho visto Gino cantare ho capito e ho imparato qual è la differenza tra un cantante e un interprete».Il legame con Modena? Forte, vero. Certo, dovuto all’amore per la sua Paola - con cui era sposato da oltre 30 anni - ma la città a «Gino piaceva molto, era davvero legato. Ricordo le passeggiate in via Farini, il caffè al Caffè dell’Orologio. Aveva creato qui un bel gruppo di amici e amava molto la città. Diceva che gli mancava solo il mare. Apprezzava il centro storico, il Duomo, la Ghirlandina: era un amante del bello e veniva sempre volentieri. L’ho intervistato molte volte. Una delle più belle fu a casa sua, a Genova. Le nostre chiacchierate erano lunghe, infinite: si parlava di tutto. Erano almeno quattro o cinque anni che non lo vedevo. Negli ultimi tempi, quando ci sentivamo, finivamo spesso per ricordare i vecchi amici e le esperienze condivise. A certe nottate all’Hotel Royal di Sanremo, durante il Festival: si faceva tardi e si parlava fino a notte fonda. Era davvero bello stare a parlare con lui» conclude l’amico Daniele Soragni.

Il ricordo di Stefano Reggiani

A Modena Gino Paoli di amici ne aveva tanti, nel mondo dello spettacolo - certo - ma non solo. C’è ad esempio Stefano Reggiani, direttore generale dell’ospedale di Sassuolo, che con il cantautore scomparso ieri a 91 anni ci ha trascorso momenti indimenticabili. «Ho avuto modo di conoscerlo personalmente: era un amico. Mia moglie era molto legata a Paola (Penzo, ndr) e questo mi ha permesso di frequentarlo abbastanza spesso negli ultimi vent’anni. Ricordo, in particolare, la festa a sorpresa per i suoi 80 anni a San Vincenzo, in Toscana: in quell’occasione erano presenti tante personalità, ricordo Gianni Morandi e Luca Cordero di Montezemolo per citarne solo due. Era una persona che non le mandava a dire: ti squadrava, era diretto, e se c’era qualcosa che non andava te lo diceva subito. Ma, al di là dell’apparenza, aveva una grande umanità e una notevole sensibilità culturale».«Abbiamo condiviso tanti momenti insieme, anche vacanze in Kenya e diversi Capodanni. Era molto legato alla città di Modena, dove aveva tanti amici, tra cui i fratelli Neri, e amava frequentare il centro. Era molto legato anche alla suocera: andava molto orgoglioso delle tagliatelle al ragù che faceva lei: una volta invitò appositamente a cena lo chef Fulvio Pierangelini, a San Vincenzo, per fargliele assaggiare. Effettivamente erano buonissime» ricorda Reggiani.Ma a Modena Gino Paoli veniva anche per curarsi: «Nel 2012 fu operato a Modena e ricordo che, quando aveva qualche problema, non esitava a chiedere anche a me un parere o un consiglio: lo ricordo con grande affetto e sono rimasto molto colpito dalla sua morte. Con lui abbiamo condiviso davvero tanti momenti, situazioni e racconti che porterò sempre con me».

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