Gazzetta di Modena

Modena

Il cordoglio

Domani l’ultimo addio a Roberto Gavioli, il figlio Davide è ancora grave

di Stefania Piscitello
Domani l’ultimo addio a Roberto Gavioli, il figlio Davide è ancora grave

Via Circondaria resta chiusa: proseguono le indagini sulla gru. L’8 aprile il funerale

3 MINUTI DI LETTURA





SAN FELICE. Il cestello è ancora lì, circondato dal nastro rosso e bianco. Più avanti, le transenne con affissa l’ordinanza emessa dal sindaco di San Felice Michele Goldoni: via Circondaria, a partire dal civico 40 e fino a ridosso della cabina di trasformazione dell’energia elettrica, resta chiusa.

La tragedia 

È lì che sabato mattina – 4 aprile - intorno alle 10 si è verificato il drammatico infortunio sul lavoro in cui ha perso la vita Roberto Gavioli. Il 73enne è morto dopo che la gru con cestello su cui si trovava con il figlio Davide ha ceduto: un volo di dieci metri, fatale per una delle anime del paese, colui che dava forma ai sogni, che aveva lavorato agli allestimenti di Cinevalley e del Villaggio di Fantozzi, tra gli altri. Il figlio Davide, 39 anni, ha riportato gravi ferite: al momento è ancora ricoverato all’ospedale civile di Baggiovara. Nelle scorse ore è stato fissato il funerale per il 73enne: l’ultimo addio si terrà domani – 8 aprile - alle 8.40 partendo dalle camere ardenti della domus di Mirandola presso la chiesa di San Felice, dove alle 9 sarà celebrata la messa.

I ricordi

Gavioli era molto conosciuto e stimato in paese. Sempre disponibile per tutti, lo si vedeva spesso in giro con il suo pick up grigio carico di legna, pronto ad andare da una parte all’altra di San Felice per portare materiale ma soprattutto per portare la sua maestria. Non era un semplice falegname ma un artista, «un fabbricatore di sogni», è stato definito da un amico. Dopo il drammatico incidente sono stati tantissimi i messaggi di cordoglio rivolti alla famiglia. Anche la scuola materna Caduti per la patria di San Felice lo ha ricordato: «Roberto – così una nota - è stato per la nostra scuola una presenza grande e preziosa: prima come genitore, poi come professionista e, fino ad oggi, come instancabile benefattore. La sua generosità, la sua disponibilità e il suo legame con la nostra comunità resteranno un esempio che non dimenticheremo. Ci piaceva chiamarlo “il nostro Geppetto”, perché il legno era per lui materia viva alla quale sapeva dare voce e forma con le sue mani, con la sua passione, con la sua esperienza e con la sua arte. In tutto ciò che ha costruito, aggiustato, regalato e donato alla nostra scuola resterà sempre qualcosa di lui».

Sono state numerose le voci di amici e semplici conoscenti: «Una persone gentile, disponibile e umile. Una persona rara e dalla presenza discreta», è uno dei tanti ricordi. E ancora: «Adesso il cielo si vestirà della sua scenografia più bella».

Le indagini

Della ricostruzione di quanto avvenuto se ne sta occupando la Medicina del lavoro dell’Ausl di Modena, intervenuta in via Circondaria sabato mattina insieme a carabinieri, vigili del fuoco, polizia locale e personale sanitario. Roberto e Davide erano sul cestello a una decina di metri di altezza, intenti a sistemare le grondaie della loro abitazione. Poi, lo schianto. E ora la decisione di tenere ancora chiuso quel tratto di strada fino al termine di tutti gli accertamenti. L’ordinanza del sindaco parla del «crollo del braccio telescopico della ple (piattaforma di lavoro elevabile, ndr) con conseguente caduta a terra della piattaforma, evento che ha cagionato lesioni mortali in danno dell’operatore che su di essa operava». L’ordinanza prosegue ricordando che l’attrezzatura è stata posta sotto sequestro giudiziale e che «il braccio estensibile versa in condizioni di precaria stabilità a ridosso della pubblica via». Dunque, per «preservare il veicolo ed evitare che venga mutato lo stato di conservazione dello stesso, al fine di garantire gli accertamenti» e visto che è necessario scongiurare «eventuali cadute o ribaltamenti degli organi meccanici», è stata disposta la chiusura del tratto stradale.