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L’incontro

Modena, il comitato per la sicurezza chiede “aiuto” alla polizia locale di Ferrara: «Modello da cui prendere spunto»

di Mattia Vernelli

	Al centro del dibattito ci sarà anche il taser
Al centro del dibattito ci sarà anche il taser

Il comandante Claudio Rimondi ospite di un evento aperto ai cittadini organizzato il 23 aprile nella sala degli Ulivi in viale Ciro Menotti. Al centro del dibattito ci sarà anche l'utilizzo del taser

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MODENA. La sicurezza rimane il tema cardine, ma questa volta con uno sguardo al di fuori della provincia di Modena. Precisamente a Ferrara, definita dal comitato “Modena merita di più” «un modello», tanto che il 23 aprile, in occasione dell’evento organizzato dal gruppo di cittadini, sarà presente Claudio Rimondi, comandante della polizia locale della città Estense.

L’incontro

L’incontro, che si terrà alle 20.30 presso la sala degli Ulivi in viale Ciro Menotti 137 a Modena, ha l’obiettivo di «capire gli strumenti, l’autonomia e i risultati concreti della polizia locale nella gestione della sicurezza urbana». È Mattia Meschieri, referente del Comitato, a spiegare le motivazioni dietro l’invito a Rimondi: «Ferrara ha dimostrato capacità di rispondere a problemi di sicurezza, ed è una città paragonabile alla nostra. Penso ad esempio all’utilizzo del taser per gli agenti, ma anche le azioni di contrasto alla mafia nigeriana. E a Modena lo spaccio è uno dei fenomeni che più flagella la città». Secondo Meschieri, la presenza all’evento di un comandante che opera fuori provincia «dà la possibilità di affrontare nuovi approcci, dopo gli incontri con tutte le figure istituzionali del nostro territorio. La speranza è quella di trovare similitudini, differenze e azioni da cui prendere spunto. Pensiamo ad esempio allo sgombero del grattacielo di Ferrara, una soluzione che si potrebbe applicare anche nei “nostri” palazzi di via Costellazioni, e nel condominio R-Nord. Vogliamo capire come può essere valorizzata la partecipazione della cittadinanza anche in relazione agli street tutor, a Modena rivelatisi in alcune situazioni fallimentari, mentre a Ferrara sono state attuate strategie diverse, e sono riusciti a bloccare malviventi». La presenza del comandante Rimondi, secondo Meschieri, «rappresenta quindi un’opportunità importante per approfondire un approccio operativo che in più occasioni è stato indicato come caso di interesse a livello locale e nazionale. Troppo spesso sulla sicurezza si alimentano slogan, contrapposizioni e semplificazioni. Noi vogliamo invece partire dai fatti, dalle competenze e dai modelli che hanno dimostrato di poter funzionare».

La situazione

Meschieri pone poi l’attenzione su alcuni episodi recenti di criminalità segnalati proprio dal Comitato: «L’ultimo gravissimo episodio è stato quello della settimana scorsa al Torrenova, dove un pomeriggio un gruppo di soggetti si sono affrontati senza scrupoli. Nella rissa è spuntato anche un machete e sono voltai sedie e bicchieri, con un cliente di un bar ferito. Gli aggressori, in quel caso, sono spariti in pochi secondi, per poi... comparire nuovamente pochi giorni dopo nello stesso bar in cui si è svolta la rissa a fare aperitivo. Liberi, impuniti, sicuri. Tutto ciò è allucinante». Tra i temi denunciati da mesi dal comitato c’è il drop-in in via Benassi, secondo Meschieri «fonte di degrado, che accentua i problemi di criminalità presente nella zona circostante. Sono mesi che lo diciamo, ma non è mai cambiato nulla. L’evento del 23 aprile servirà proprio per insistere su temi che godono, secondo noi, di scarsa attenzione. I cittadini sono stanchi, e non hanno paura di alzare la voce e dare il proprio contributo per migliorare la sicurezza», conclude Meschieri.

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