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Nella Bassa

Adam, ucciso a 19 anni da un’auto guidata da un ubriaco: «Mio figlio era perfetto, ora vogliamo giustizia»

di Stefania Piscitello

	La tragedia nella Bassa
La tragedia nella Bassa

La madre ricorda il 19enne morto dopo lo schianto con una Bmw a Mortizzuolo di Mirandola nell’agosto del 2024. La parte civile dice no al patteggiamento: «Il limite era 50, andava a 115 chilometri orari». Adam era molto conosciuto a Finale, dove lavorava al “Vanilla caffè & cucina”

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MIRANDOLA. In quel tragico incidente del 4 agosto 2024 aveva perso la vita Adam Cattabriga, 19 anni, originario di Poggio Renatico, studente che si stava preparando all’avvio del percorso universitario dopo un periodo di lavoro. L’impatto era avvenuto in via Mazzone, a Mortizzuolo di Mirandola, lungo la direttrice che collega Finale e Mirandola, in un tratto in prossimità del cavalcavia ferroviario.

L’udienza preliminare

Ieri (21 aprile), in tribunale a Modena, si è tenuta l’udienza preliminare: la difesa dell’automobilista sotto accusa ha chiesto di poter accedere al patteggiamento, mentre la parte civile, rappresentata dall’avvocato Giacomo Forlani, chiede la contestazione delle aggravanti. In tribunale erano presenti anche amici della vittima. La difesa del conducente della BMW Serie 1 – un 27enne di Cavezzo che quella notte si scontrò con la Toyota Yaris di Adam – ha presentato istanza di patteggiamento. Una scelta che si basa sull’ipotesi base di omicidio stradale colposo. A questa richiesta si è però opposto l'avvocato Giacomo Forlani, che assiste la madre di Adam e la cugina, chiedendo che vengano contestate le aggravanti previste dal codice, in particolare quelle legate alla velocità e alla dinamica dello schianto.

La ricostruzione dell'incidente

Secondo quanto emerso dalle perizie tecniche e dagli accertamenti svolti dai carabinieri, quella notte, intorno alle 3, il 27enne sotto accusa stava procedendo lungo via Mazzone a una velocità di circa 115 chilometri orari, in un tratto dove il limite è fissato a 50. Una velocità superiore al doppio del consentito che, unita all'invasione della corsia opposta durante l'esecuzione di una curva a sinistra, non ha lasciato scampo al 19enne. Adam, che stava rientrando a casa a Poggio Renatico dopo una serata trascorsa con tre amici (rimasti feriti in modo non grave), procedeva invece a 45 chilometri orari, rispettando i limiti e la propria carreggiata.

Il tasso alcolemico

Sul fronte del tasso alcolemico, l'avvocato Forlani ha chiarito un punto tecnico rilevante: dagli accertamenti il 27enne è risultato avere un valore tra 0,76 e 0,77 g/l. Una soglia che, pur indicando un'alterazione psicofisica, resta appena sotto quella necessaria per far scattare l'aggravante di rilievo penale. Tuttavia, la parte civile insiste sulla gravità della condotta complessiva. Fuori dall'aula, mamma Carla Cattabriga ha affidato alle parole il ricordo del figlio e le sue speranze: «Cosa mi aspetto dalla giustizia? Mi aspetto che, visto che Adam non tornerà su questo mondo, tutti i ragazzi che ci sono per strada vengano protetti. Lui è sempre stato alle regole, ha sempre rispettato la libertà degli altri. Quella sera faceva i 45, in macchina con lui c'erano i suoi amici».

Il ricordo della madre

Adam era molto conosciuto a Finale, dove lavorava al “Vanilla caffè & cucina”. Aveva deciso di prendersi un anno sabbatico dopo il diploma per mettere da parte i risparmi necessari per l’università; si era iscritto al corso di Design del prodotto industriale a Bologna. «Una persona riservata – prosegue la madre – che non giudica gli altri, che rispetta la libertà altrui. Un ottimo amico, anzi fratello. Un ragazzo che stava volando perché aveva solo 19 anni, doveva cominciare l'università, lavorava già e siamo sempre stati in simbiosi». In tribunale è stata discussa anche la costituzione di parte civile dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada. Il giudice si è riservato di decidere su tutte le istanze, comprese le contestazioni sulle aggravanti sollevate dall’avvocato Forlani, rinviando l'udienza al prossimo 16 giugno. Mamma Carla conclude con un messaggio rivolto ai giovani e alle famiglie: «Chi guida non beve ragazzi. Ai genitori spero solo che queste cose rimangano lontane da loro. Ricordatevi solo che il semplice battito di aria di una farfalla provoca uno tsunami dall'altra parte del mondo».