L’addio a Alassan e Baba, morti nell’incidente sulla via Emilia: la comunità si stringe alle famiglie
In moschea a Modena la preghiera di commiato per Issah e Shirazu, morti nel tragico schianto avvenuto il 12 aprile tra Cittanova e Marzaglia: presente anche l’amico sopravvissuto. Posticipato il funerale di Ashafa Abdul Aziz, il cui corpo si trova ancora in Medicina legale
MODENA. Oltre 300 persone, le intere comunità degli emigrati ghanesi di fede islamica delle due province, hanno partecipato nella moschea di Modena alla preghiera di commiato per le vittime dell’incidente stradale avvenuto il 12 aprile scorso sulla via Emilia tra Cittanova e Marzaglia. In tantissimi hanno voluto stringersi intorno ai familiari di Issah Alassan, 58 anni padre di sei figli residente a Modena, e di Baba Shirazu, 61 anni abitante a Rubiera con cinque figli.
La preghiera, poi i feretri in Ghana
Doveva essere un triplo funerale: ma il corpo della terza vittima, Ashafa Abdul Aziz, 27 anni si trova tuttora nella Medicina legale (dove sono state eseguite le autopsie) per un problema di documenti. Perciò le bare erano due anziché tre, ma l’iter sarà pressoché identico. I feretri di Alassan Issah e di Baba Shirazu ora partiranno in aereo per Tamalè, la città del nord del Ghana dalla quale i due amici di lungo corso provenivano; la bara del 27enne partirà al più tardi giovedì per Takoradi, la città del sud vicino alla costa. Lì, in patria, come prescrive il rito islamico della tribù del nord Dagomba, il quarantesimo giorno dal decesso si terrà il funerale vero e proprio degli sfortunati padri di famiglia.
Presente anche il sopravvissuto
Tutti i connazionali si sono stretti intorno alle vedove. La moglie di Baba, Fuseini Munitaru, con i figli (due femmine e tre maschi) dai 2 ai 22 anni, non ha fatto che piangere, distrutta dal dolore. Altrettanto provato il sopravvissuto per miracolo Afa Hassan Tanko, 47 anni: all’inizio ricoverato in prognosi riservata, quando si è risvegliato dal coma ha appreso la triste notizia. E ha voluto essere presente, nonostante un braccio ingessato e condizioni di salute precarie. «Non capisco come sia successo», ha mormorato il quarto passeggero agli amici che cercavano di consolarlo.
Lo schianto è avvenuto alle 5.30 di domenica: sulla via Emilia Ovest a Marzaglia la Opel Meriva sulla quale viaggiavano i quattro connazionali si è scontrata contro un camion del latte guidato da un 62enne di Reggio, ferito in modo lieve. Sull’auto sono morti all’istante i tre uomini: di ritorno da un viaggio a Roma, il gruppo stava accompagnando a casa a Rubiera Baba.
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