Belve Crime riparte con Katharina Miroslawa, l’ex ballerina dello Shilling’s condannata per omicidio
Nella puntata di martedì 5 maggio Francesca Fagnani intervisterà la donna, all’epoca giovane stella del night di Modena, che ha trascorso 21 anni in carcere per il delitto dell’imprenditore parmense Carlo Mazza nel 1986: «Ero la colpevole perfetta»
MODENA. «Ero la colpevole perfetta, quella donna senza scrupoli che uccide per denaro. Se fossi stata una bella casalinga nessuno si sarebbe interessato a me. Invece ho lavorato in un night e allora sono una poco di buono no?». Sono le parole di Katharina Miroslawa, ex ballerina polacca del nightclub Shilling’s di Modena (il locale accanto a largo Garibaldi chiuso ormai 15 anni fa), condannata a più di vent’anni di carcere per aver ucciso con la complicità del fratello e del marito l’imprenditore Carlo Mazza nel centro storico di Parma la notte tra l’8 e il 9 febbraio 1986. Katharina Miroslawa – tornata in libertà nel 2013 dopo 21 anni di carcere – sarà ospite domani, martedì 5 maggio, a “Belve Crime” in onda alle 21.20 su Rai2, per affrontare con Francesca Fagnani, il “giallo di Parma”.
L’omicidio dell’imprenditore Carlo Mazza
Uno dei casi di cronaca nera più discussi della storia italiana per gli ingredienti che era riuscito a mescolare nel tempo: il sesso per la passionale liason, il sangue per la spietata esecuzione, i soldi come obiettivo di una donna bellissima e pericolosa. Per i giudici che condannarono in via definitiva il terzetto, l’obiettivo fu quello di incassare il premio della polizza vita da un miliardo di lire stipulata da Mazza in favore di Katharina Miroslawa, la giovanissima ballerina del night club Shilling’s di Modena di cui si era follemente innamorato.
Il confronto con Francesca Fagnani
Nel confronto con Francesca Fagnani non sono mancati momenti di tensione proprio quando Miroslawa ha chiamato a sostegno della sua tesi alcuni elementi, a suo dire, trascurati dai giudici. Ad esempio un paio di costumi da bagno acquistati in Germania che avrebbero dovuto convincere la giustizia della sua intenzione di tornare in Italia da Carlo Mazza per andare in vacanza al caldo. «Quel costume – dice la donna – poteva essere anche una prova che io volevo davvero andare. Perché se lei legge bene le sentenze, io esisto da qualche parte perché sono beneficiaria dell’assicurazione». «No, lei esiste perché si chiama movente» afferma lapidaria Fagnani. «Questa è la verità – insiste Miroslawa – è quel costume da bagno. Dice molto di più di tutti questi processi!». E Fagnani interdetta: «Insomma...».
