Salim El Koudri, i segnali del suo malessere e le telefonate per arruolarsi nella Nato
Aveva contattato basi dell’Alleanza Atlantica chiedendo informazioni sul menù. Sui social diversi post indicatori del suo disagio
MODENA. Qualche anno fa aveva contattato alcune basi Nato: sosteneva di volersi arruolare e, a tal proposito, si era perfino informato del menù. Evidentemente non era stato preso in considerazione come un soggetto potenzialmente pericoloso. Neppure quando chi lo conosceva aveva notato che si era isolato sempre più. O quando aveva inviato mail dai toni minacciosi all’università. Tutti piccoli pezzi che oggi, visti a distanza di qualche giorno dalla tragedia di sabato, quando Salim El Koudri, 31enne di origine marocchina ma nato a Bergamo e residente a Ravarino, ha falciato i passanti in pieno centro a Modena, tentando poi di accoltellare chi aveva provato a fermarlo, mostrano un’altra lettura.
Il malessere
Si potrebbe parlare di segnali “inascoltati”? O, perlomeno, sottovalutati? Quel che è emerso per ora è che El Koudri fino a qualche anno fa era un insospettabile. “La banalità del male” è l’espressione con cui un ex compagno di scuola – del liceo scientifico Tassoni di Modena – ha usato per descriverlo, o meglio, per descrivere il nuovo El Koudri. Tra i banchi di scuola, infatti, Salim era un ragazzo tranquillo e anche uno studente diligente: si era anche laureato in Economia all’università di Modena. Ma proprio nel mondo dell’università va cercato uno dei primi segnali. Nel 2021 aveva inviato alcune mail dai toni deliranti a Unimore, sostenendo di volere un lavoro, il tutto condito da insulti in particolare rivolti alla fede cristiana. Insulti pesanti e, poco dopo, un altro messaggio con le scuse.
La richiesta alla Nato
A questo si aggiunge poi un altro comportamento certamente insolito. «Sappiamo che contattò alcune basi Nato per chiedere come fosse il menù e per informarsi come arruolarsi», ha spiegato il suo avvocato Fausto Gianelli. «Sono comportamenti che parlano più di una mente disturbata che di un progetto terroristico», ha detto il difensore. «Noi non siamo riusciti a entrare davvero nella sua testa. Speriamo possano farlo gli psichiatri». I suoi social, come è emerso, sono stati oscurati. Anche lì gli investigatori stanno scavando.
I social
Tra i vari post, anche alcuni contro Chiara Ferragni e quelli che, secondo lui, erano guadagni immeritati. Ma Salim, come detto, aveva anche studiato all’università con profitto. E, come raccontato anche da un suo ex compagno di studi, all’università aveva anche alcuni amici. Poi però si era rotto qualcosa. Dopo la laurea aveva cominciato a cercare lavoro, aveva fatto qualche esperienza saltuaria ma non era ancora riuscito a trovare una stabilità. E forse in quel momento era cominciato il suo isolamento. Secondo quanto emerso dalle testimonianze di chi lo conosceva, nell’ultimo anno e mezzo – anche due – Salim era cambiato. Era più taciturno, stava sempre in casa oppure lo si vedeva in giro per Ravarino parlare al telefono. Un aspetto questo che è emerso anche dalle testimonianze di alcuni vicini di casa oltre che degli esercenti della zona che hanno spiegato che di tanto in tanto frequentava le loro attività ma non parlava con nessuno, «neppure salutava».
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