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Luca Signorelli, l’eroe «C’è solo una nazionalità e si chiama “umanità”»

Luca Signorelli, l’eroe «C’è solo una nazionalità e si chiama “umanità”»

A Piazzapulita: «El Koudri non ha inneggiato al fanatismo»

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i Stefania Piscitello

«C’è solo una nazionalità: l’umanità». Così, con una frase apparentemente semplice, Luca Signorelli “risponde” ai numerosi interventi arrivati da più parti della politica dopo i tragici fatti di sabato 16 maggio. Signorelli, lo ricordiamo, è “solo” uno degli uomini-eroi che quel giorno hanno rincorso e bloccato Salim El Koudri dopo che questo aveva travolto i pedoni in via Emilia Centro a Modena. Si è preso anche due coltellate dal 31enne ma ha voluto ricordare, a più riprese, che insieme a lui c’erano altre persone. Altri uomini come lui, chi arrivato dall’Egitto, chi dall’Albania. Ma tutti uniti, in quel momento, da un unico obiettivo.

L’intervista

E così Signorelli l’altra sera, intervistato a Piazzapulita su La7, ha risposto in particolare a chi, in riferimento al gesto di Salim El Koudri, ha “tirato fuori” temi come il fanatismo religioso, il terrorismo, la radicalizzazione. Per il momento dalla indagini effettuate dalla polizia di stato di Modena non sono emersi elementi di questo tipo, tanto che il gip non ha contestato il terrorismo e neppure l’odio razziale. «Il signore in questione – ha dichiarato Signorelli ai microfoni della trasmissione televisiva – in quel momento non ha tirato fuori frasi legate a fanatismo o problemi religiosi».

E ha aggiunto: «Non lo ha fatto nemmeno quando l’ho fermato a terra. Urlava e basta. Quindi è inutile che il ministro Salvini o l’onorevole Vannacci si mettano lì a dire: “Ah, questa è una questione di fanatismo religioso”. No, non è niente di tutto questo».

Signorelli, divenuto uno dei simboli di questa tragedia, ha rischiato la sua vita per bloccare El Koudri che era armato di coltello. Ormai il suo volto in città è noto, tanto che anche mentre rilascia l’intervista a La7 passa un giovane in bici che gli dice: «Luca, sei il numero uno, ricordalo».

Insieme a lui però, e lui stesso continua a ricordarlo ogni volta che ne ha l’occasione, c’erano anche gli altri uomini. Non si conoscevano tra di loro ma hanno unito le forze per arginare El Koudri. Quel momento è stato immortalato anche in un video, che ritrae tutti loro in via Rua Pioppa, con il 31enne bloccato e la tensione prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Una foto che ha fatto il giro di Modena, d’Italia, del mondo possiamo dire. Perché la notizia di questa vicenda è arrivata anche oltreoceano.

Il messaggio

«Buttiamo dell'acqua su questo fuoco – continua a ripetere Signorelli – perché non porta da nessuna parte». E, riguardando per l’ennesima volta quello scatto, dice: «L’unione fa la forza. C’è solo una nazionalità, l’umanità. Punto».l

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