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La proposta

«Un’armatura anti-lupo o un cane robot per difendere le pecore»

di Daniele Montanari

	Le idee di Dino Mazzini: cane robot o armatura per le pecore
Le idee di Dino Mazzini: cane robot o armatura per le pecore

La lotta contro i lupi di Dino Mazzini, titolare dell'azienda agricola Casa Capuzzola di Verica: «Usiamo l’intelligenza artificiale»

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PAVULLO. Se le pecore non sono per loro natura in grado di resistere a un attacco dei lupi, l’uomo con il suo ingegno può venire in loro soccorso, dotandole delle “armi” giuste. Che possono guardare a un futuro hi-tech oppure a un passato medievale, ai tempi di armature e cotte. La riflessione viene lanciata dall’azienda agricola Casa Capuzzola di Verica, dove Dino Mazzini è da una vita in lotta con i lupi. Tra l’8 e il 9 maggio ha dovuto fare nuovamente i conti con un loro sanguinoso assalto, che ha portato alla morte di 8 delle 50 pecore del suo allevamento. Nonostante le sofisticate recinzioni che ha montato, che per cinque anni, dal 2019 al 2024 avevano assicurato la protezione agli animali che tiene rigorosamente al pascolo (sono grass-fed: nutrite solo con erba).

L’armatura anti-lupo

Dopo un primo momento di sconforto, è passato allo studio delle contromisure, partendo intanto da quello che offre il mercato. E così è venuto a conoscenza di un sistema di difesa indubbiamente singolare inventato in Austria e rilanciato in questi giorni da un allevatore abruzzese esasperato: una sorta di “armatura anti-lupo” da fare indossare alle pecore. Una rete chiodata – ovviamente con i chiodi rivolti verso l’esterno – da mettere alle pecore stile cotta dei cavalieri. Un lupo forse si troverebbe un po’ frenato nel suo assalto da questi pungiglioni. Ma basterebbero? Mazzini è convinto di no: «Comunque la testa rimarrebbe scoperta, e così le gambe – osserva – per di più fare tutte quelle reti costerebbe tantissimo. Ma è la prova che la gente le pensa tutte per far fronte a una situazione oggettivamente grave».

Il cane robot

Mazzini guarda invece a una possibile soluzione tecnologica: «Un cane robot che stia sempre con gli animali al pascolo, munito di intelligenza artificiale in grado di riconoscere quando le pecore sono in pericolo. Che affronti i lupi emettendo luci e suoni potenti ma, perché no, che sia anche in grado di interferire fisicamente con loro, spaventandoli definitivamente». Ha già inviato richiesta di valutare un progetto simile a diverse aziende nel mondo che si occupano di robotizzazione. «In vent’anni le ho provate ormai tutte per difendere la mia fattoria dai lupi. Resto convinto che la via più semplice per risolvere il problema sarebbe quella di eliminare i lupi dalle zone dove ci sono attività agricole. Ma non si sa quando finalmente si potrà fare. Nel frattempo non mi arrendo. Ho chiesto nei giorni scorsi ad alcune ditte che già costruiscono quadrupedi robot di studiarne uno che faccia quello che avrebbero dovuto fare i cani. Qualcuno ha già anche risposto con interesse, chiedendo maggiori dettagli. Se risponderanno che si può fare, ho dato la mia disponibilità per usare eventualmente la mia fattoria per test migliorativi».

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