Moreno in Gazzetta: «Porto rap, gol e solidarietà»
Vincitore di Amici nel 2013 e faro della Nazionale cantanti protagonista della partita di beneficenza contro Formigine Batti Cuore per sostenere l’Avap
FORMIGINE. Quando si siede gli chiediamo qual è la domanda che nessun giornalista gli ha mai fatto, e che invece vorrebbe che gli venisse posta. Ci pensa un attimo. Poi dice: «Forse, nessuno mi ha mai chiesto come sto». Subito dopo, Moreno Donadoni sorride e, per una volta, abbassa la guardia, distaccandosi da quell’immagine grintosa che ha sempre dato di sé attraverso gli schermi della televisione. Da tredici anni è il rapper che ha vinto Amici, l’artista che ha portato il freestyle sugli schermi della De Filippi prima, e sul palco di Sanremo poi. Ma a 36 anni, seduto nella redazione della Gazzetta di Modena dove è arrivato per promuovere la partita benefica della Nazionale cantanti in programma oggi (ore 19) a Formigine, preferisce parlare di altro. Delle fatiche che non finiscono nei dischi, dei momenti difficili che capitano anche a chi viene acclamato sotto i riflettori, e di quel «gol più importante» che oggi non misura classifiche o visualizzazioni, ma solidarietà. Moreno ha fatto tappa nel Modenese per presentare la sfida tra la Nazionale cantanti e il Formigine Batticuore allo stadio Pincelli, evento organizzato dal Real Formigine a sostegno di Avap, l’associazione impegnata nel trasporto di sangue e organi. Prima dell’intervista si è concesso un freestyle improvvisato per il nostro direttore. Poi, gli abbiamo chiesto di raccontarsi. Ma non sapevamo chi avremmo trovato di fronte a noi: se il pioniere del rap nei talent show, il capocannoniere della Nazionale cantanti, o il ragazzo di Genova che amava sbucciarsi le ginocchia giocando a calcio in strada. E allora glielo chiediamo direttamente.
Moreno, usi tre parole per descriversi.
«Generoso, determinato e... bomber».
Prima bomber che cantante?
«Il calcio è stato il mio primo amore. Ho iniziato a giocare a cinque anni. Poi è arrivata la musica. E infine la Nazionale Cantanti, che ha unito entrambe le cose, aggiungendo la solidarietà».
Ha vinto Amici da rapper quando sembrava impensabile.
«Nel 2013 il rap era una novità in quel contesto. Forse, senza volerlo, sono diventato il pioniere di qualcosa. Mi piacerebbe vedere un altro rapper vincere: significherebbe che la mia strada è rimasta aperta».
E Sanremo? Un capitolo chiuso?
«No. Mi piacerebbe tornarci con una consapevolezza diversa e con più leggerezza. È un palco speciale per me, da genovese ancora di più».
Ora impiega tantissime energie come socio nella Nazionale cantanti.
«Non potrei fare altrimenti dato che da bambino la guardavo in televisione nelle Partite del Cuore e oggi ho la fortuna di farne parte».
Una vittoria a Sanremo o un gol con la Nazionale?
«A ventitré anni forse avrei detto Sanremo. A trentasei dico il gol della solidarietà».
È anche vicino a un record.
«Sì. Sono a un passo dal diventare il primo in solitario della Nazionale Cantanti. Sarebbe bello riuscirci proprio a Formigine».
Come ha trovato il nostro territorio?
«Benissimo. Siete persone molto accoglienti. Era da tanto che non tornavamo da queste parti e sono felice di esserci».
La domanda che nessun giornalista le ha mai fatto?
«Come stai».
E come sta?
«Sono stati anni intensi. Ho visto tanti colleghi attraversare momenti difficili e anch’io ho avuto le mie prove. Però quando incontri persone che affrontano battaglie molto più grandi delle tue, capisci che certe cose passano in secondo piano. E con la Nazionale cerchiamo solo di fare del nostro meglio per aiutarli».
Che cosa si aspetta dalla partita di Formigine?
«Di raccogliere più fondi possibile per Avap. E magari anche di fare quel gol che inseguo da tempo...».
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