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L’iniziativa

Preghiera riparatrice dopo il Modena Pride: rosario organizzato da un gruppo di laici cattolici

di Ginevramaria Bianchi
Preghiera riparatrice dopo il Modena Pride: rosario organizzato da un gruppo di laici cattolici

In programma nel piazzale della chiesa parrocchiale dello Spirito Santo alle 20 di sabato 20 giugno

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MODENA. È stato organizzato in città un rosario che si annuncia come «riparatore» e che, già nel nome, suona come una sentenza: qualcuno ha peccato. E chi pecca, per il gruppo di laici cattolici modenesi che ha dato il via all’iniziativa, lo fa in una data precisa: sabato 20 giugno, quando alle 16.30 attraverserà la città il corteo del Modena Pride. La risposta sarà un rosario serale, appunto, nello stesso giorno alle 20, nel piazzale della chiesa dello Spirito Santo, in via Fratelli Rosselli 180.

La preghiera riparatrice

Non dentro la chiesa. «Nel piazzale fuori». A comunicarlo è il parroco, don Giorgio Bellei, che «pur non avendo promosso l’iniziativa», conferma la concessione degli spazi: «Mi hanno chiesto l’uso del piazzale e io lo concedo – dice – perché all’iniziativa credo, anche se non l’ho indetta io». E aggiunge: «Nessuna predica, nessuna funzione liturgica, solo un rosario, fatto peraltro in un orario studiato per non sovrapporsi alla vita parrocchiale». Ma è nella locandina che l’iniziativa prende la sua forma più esplicita. «Preghiamo perché si ritorni al reale», si legge subito. Il Pride viene descritto come una manifestazione che proporrebbe «in modo sguaiato» un’idea di uomo e sessualità ritenuta «non reale», perché distante dal progetto divino: «maschio e femmina li creò (Genesi 1,27)». Da qui l’idea di «riparazione», come risposta spirituale a ciò che viene interpretato come offesa all’ordine della creazione. Il testo parla anche di «immagini, parole e travestimenti giudicati blasfemi», e ribadisce che solo ciò che Dio avrebbe creato costituirebbe «il vero bene dell’uomo».

Le parole di un organizzatore

Uno degli organizzatori, interpellato, rivendica «la piena coerenza agli insegnamenti del magistero della chiesa cattolica dell’azione»: «Questo riflette pari pari quello che si trova nella Bibbia (Gn 1, 27-28; Es 20,14). Noi laici cristiani cattolici, secondo fede e coscienza, riteniamo questo – afferma convintamente –. Le opinioni possono essere diverse o opposte, quello che conta è il rispetto. Siamo in democrazia, no?». L’iniziativa viene descritta come pacifica, senza «disturbo dell’ordine pubblico, a differenza del Pride, che invece riempie le strade ed è, per l’appunto, una manifestazione pubblica». «Il nostro momento di preghiera sarà coerente con la dottrina in cui crediamo – prosegue –. I cristiani odiano il peccato ma amano il peccatore. Nonostante questo, dobbiamo essere fedeli agli insegnamenti di Dio, che è nostro padre, compreso quello che scrive il catechismo della chiesa cattolica al n. 2357, cioè: gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati; sono contrari alle legge naturale. Precludono all'atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva sessuale. In nessun caso possono essere approvati». «L’orientamento omosessuale non è un peccato in sé, ma lo diventa quando viene vissuta in atti contrari al sesto comandamento, incorrendo nel peccato mortale. Dio permette infatti l’atto sessuale solo nel matrimonio da lui benedetto col sacramento, e quindi, se il Pride difende delle relazioni omosessuali consumate, diventano peccato grave: direi lo stesso a un amico che tradisce la moglie. Per questo – conclude –  chiederemo a Dio perdono pregando il rosario e concludendo con l’atto di riparazione (composto da Pio XI)».

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