Il nuovo menù del Cavallino racconta come nasce una Ferrari: le foto
Nel ristorante di Maranello stupore continuo ad ogni portata: le creazioni degli chef Riccardo Forapani e Virginia Cattaneo nate dalla visione condivisa con Massimo Bottura e la Ferrari
MARANELLO. A cinque anni dalla sua apertura, il ristorante Cavallino di Maranello rinnova il proprio racconto gastronomico con un nuovo percorso degustazione che celebra l’identità e il mito Ferrari attraverso il linguaggio della cucina d’autore. Nato dalla visione condivisa tra Ferrari e lo chef Massimo Bottura e oggi guidato dagli chef Riccardo Forapani e Virginia Cattaneo – che lo scorso anno hanno ottenuto la loro prima Stella Michelin – il locale presenta “Ferrari – La genesi”, un menu che trasforma in esperienza culinaria il processo creativo e produttivo che porta alla nascita di una vettura del Cavallino Rampante. Dopo il successo di “Supercars”, il precedente percorso dedicato ai modelli iconici della casa di Maranello, il nuovo menu compie un ulteriore passo narrativo: non più l’auto finita, ma ciò che avviene prima, dietro le quinte della creazione. Sette portate accompagnano gli ospiti in un viaggio che parte dall’idea e arriva all’emozione finale, ripercorrendo le fasi che danno forma a una Ferrari, tra intuizione, tecnica, innovazione e artigianalità.
Le portate del menù
Il menù nasce dal dialogo tra la brigata del Cavallino e il Ferrari Design Studio, dando vita a una proposta che unisce ricerca gastronomica e cultura progettuale. Ad aprire il percorso sono tre amuse-bouches dedicati all’“Idea”, momento intimo e iniziale del processo creativo. Seguono piatti che evocano i passaggi chiave dello sviluppo automobilistico, a partire da “Aerodinamica”: scampo e capasanta lavorati con precisione, accompagnati da elementi marini e vegetali che restituiscono al palato leggerezza e dinamismo. Con “Telaio” emerge invece la dimensione strutturale, interpretata attraverso consistenze e contrasti decisi, mentre “Scaglietti” rende omaggio alla storica carrozzeria Ferrari con uno spaghetto all’apparenza essenziale ma ricco di dettagli e richiami materici. Il cuore del percorso è rappresentato da “Motore”, una personale rilettura della pasta al pomodoro che esprime energia e intensità, simbolo della forza meccanica che caratterizza ogni vettura. Non manca un riferimento alla personalizzazione con “Tailor Made”, piatto che invita l’ospite a giocare con salse e combinazioni diverse, replicando l’unicità di ogni Ferrari creata su misura. Il viaggio prosegue con “Montaggio”, dedicato alla fase in cui ogni componente trova il proprio posto grazie alla sapienza artigianale: qui la cucina si fa racconto di precisione e manualità. Il percorso si conclude con “Emozione”, un dessert che celebra il momento della rivelazione finale, quando la vettura viene svelata e l’attesa lascia spazio alla meraviglia. Un finale che sintetizza l’intero progetto: trasformare un processo industriale di altissima qualità in un’esperienza sensoriale e narrativa.
I piatti nel dettaglio
- Idea: stuzzichini iniziali
- Aerodinamica: scampo e capasanta marinati e scottati, pomodoro verde, maionese di cozze, caviale e alloro
- Telaio: cosce di rana fritte in panatura di erbe tostate, finto carbonio affumicato, salsa di acetosa e nero di seppia
- Scaglietti: spaghetti aglio, olio e peperoncino, fondo di mare e polvere di rosa
- Motore: pasta al pomodoro al forno, datterini confit, pomodori marinati e pesto di pomodoro secco
- Tailor Made: merluzzo, salse in palette e pil pil di mandorle
- Montaggio: anatra, terrina di pâté di coscia con cipollotto e marasche, salsa al rabarbaro, bitter e aceto di viole
- Emozione: spuma di ricotta di bufala, gelato all’olio, concentrato di agrumi e origano, chips di rapa rossa
L’omaggio alla nascita di un mito
Con questo nuovo menu degustazione, il Cavallino rafforza il legame con il territorio di Maranello e con il mondo Ferrari, proponendo una cucina che va oltre il gusto per diventare racconto, identità e cultura. “Ferrari – La genesi” non è solo un percorso gastronomico, ma un viaggio che mette in scena la nascita di un mito, dove ogni piatto rappresenta una tappa e ogni sapore contribuisce a costruire un’esperienza immersiva capace di unire eccellenza culinaria e innovazione.
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