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Il problema

Caldo, asili bollenti: Cisl monitora le temperature e il Comune acquista 14 condizionatori

Caldo, asili bollenti: Cisl monitora le temperature e il Comune acquista 14 condizionatori

La mappatura realizzata dal sindacato sul territorio comunale di Modena evidenzia le criticità di questi giorni. L’assessora all’Istruzione Federica Venturelli annuncia interventi

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MODENA. Aule che sfiorano i 35 gradi, dormitori trasformati in stanze roventi, condizionatori guasti e bambini – anche piccolissimi – costretti a convivere con un caldo insostenibile. È la fotografia che arriva dai servizi educativi comunali modenesi, al centro di un allarme lanciato dalla Cisl Funzione Pubblica Emilia Centrale dopo numerose segnalazioni raccolte tra educatrici e insegnanti.

Temperature oltre i 30 gradi in aula

«Temperature interne tra i 30 e i 35 gradi documentate dal personale. Bambini sudati che faticano a dormire, insegnanti provate e non sono mancati cali di pressione tra gli operatori», spiegano la segretaria Sabrina Torricelli e il dirigente sindacale Mirko Manzini. Una situazione definita “di estrema complessità e gravità”, aggravata dal fatto che riguarda una fascia di utenti particolarmente fragile come quella dei nidi e delle scuole d’infanzia. Secondo il sindacato, l’ondata di calore in corso non può essere considerata un evento imprevedibile. «Siamo davanti a un fenomeno meteo pesante, ma annunciato. La domanda è: come ci siamo preparati? Non adeguatamente», sottolineano i rappresentanti della Cisl. E aggiungono: «Non si può pensare di reggere contando solo sulla resistenza del personale e sulla buona volontà delle famiglie. I giochi d’acqua utilizzati per rinfrescare i bambini non possono diventare una strategia strutturale».

La mappa delle criticità

Il quadro che emerge dai nidi d’infanzia è particolarmente critico. Al nido Edison si registrano punte di 35 gradi: «Le pale è come non averle e nelle camere non si respira», racconta il personale. Situazione simile all’Amendola e al Cividale, dove i termometri toccano i 34 gradi e i bambini, stanchi e sudati, faticano a riposare. Al Pellico si arriva a 30 gradi, con ventilatori distribuiti solo negli ultimi giorni. Al Vaciglio il caldo resta elevato nonostante le ventole, mentre alla Barchetta gli strumenti risultano insufficienti al punto che alcuni genitori si sono attivati per acquistare ventilatori autonomamente. Meno criticità, invece, al Villaggio Giardino e al Benedetto Marcello. Difficoltà segnalate anche nelle strutture gestite dalla Fondazione Cresciamo: al Sagittario e al Piazza si tamponano le alte temperature grazie ai “pinguini” destinati ai centri estivi, mentre al Pozzo si oscilla tra i 30 e i 32 gradi.

Non va meglio nelle scuole dell’infanzia. Alla Modena Est si registrano 33 gradi nei dormitori e oltre 32 nel salone; alla Simonazzi si superano i 32,5 gradi in sezione, mentre alla Saliceto Panaro si arriva a 33,5 gradi al primo piano. Alla Anderlini i termometri segnano 33 gradi nonostante le pale funzionanti. Alla Tamburini si sfiorano i 33 gradi con sole due ventole operative. Critica la situazione alla Forghieri, dove diversi condizionatori risultano fuori uso nonostante i controlli manutentivi effettuati a giugno. Problemi anche alla Barchetta, dove la cucina è priva di ventilazione, e al Villaggio Giardino, con temperature sopra i 31 gradi già nelle prime ore del pomeriggio.

Le richieste al Comune

Per il sindacato, la questione non può essere ridotta a un semplice disagio temporaneo. «Parliamo di salute, sicurezza, qualità educativa e dignità del lavoro», ribadiscono Torricelli e Manzini, che guardano anche a quanto accade all’estero, dove in alcuni Paesi europei le ondate di calore hanno portato a modifiche organizzative nel sistema scolastico. Le richieste all’amministrazione comunale sono immediate e di prospettiva: da un lato, misure di ristoro per le famiglie che scelgono di ritirare prima i figli o rinunciare al servizio; dall’altro, la costruzione di un vero “piano caldo”, condiviso con lavoratori e cittadini, che preveda interventi strutturali e una chiara road map per la climatizzazione degli edifici. Nel frattempo, resta l’emergenza quotidiana. «Non possiamo accettare improvvisazioni pagate da utenti fragili e personale educativo», concludono i sindacati, che hanno già chiesto un incontro urgente con il Comune.

In arrivo condizionatori portatili

Acquisto di condizionatori portatili da installare entro il fine settimana, mentre altri arriveranno entro lunedì. Il Comune, come assicura l’assessora all’Istruzione Federica Venturelli, è già al lavoro per cercare di ridurre al massimo il disagio per i bambini. «Il benessere dei bambini e del personale educativo è per noi una priorità e un’urgenza e per questo l’Amministrazione ha già provveduto all’acquisto di 14 condizionatori portatili che entro la fine di questa settimana saranno installati nei nidi Gambero, Parco XXII Aprile, Piazza, Sagittario e Cipì – spiega, entrando nel dettaglio, Venturelli –. Tutte strutture gestite da Fondazione CresciaMo e aperte durante il periodo estivo. Altri 8 condizionatori, acquistati direttamente dalla Fondazione, arriveranno invece lunedì prossimo (29 giugno) e saranno immediatamente messi in funzione nei nidi Fossamonda, Toniolo, Marconi e Villaggio Zeta. Siamo consapevoli che si tratta di un primo intervento e non della risposta definitiva: per questo abbiamo già avviato la mappatura delle strutture scolastiche e dei servizi educativi cittadini e stanziato un primo investimento di 200mila euro per realizzare interventi di raffrescamento nei nidi Gambero, Parco XXII Aprile, Piazza e Sagittario». La soluzione temporanea va però di pari passo con le prospettive future, tra scuole aperte nei mesi estivi – come si intende sperimentare in Emilia Romagna – e un cambiamento climatico che, come aggiunge Venturelli, «impone di ripensare progressivamente gli spazi educativi. L’obiettivo dell’Amministrazione è costruire un percorso strutturato di adeguamento delle scuole alle nuove esigenze ambientali, partendo dai servizi che restano aperti anche durante l’estate». Proprio lunedì in Consiglio, rispondendo a un’interrogazione, Venturelli aveva sottolineato come «in questo momento ci siamo concentrati sullo 0-6, che risulta il segmento più urgente, sia perché i nostri servizi concludono l’anno educativo il 30 giugno, sia perché molti di questi, all’interno del sistema integrato, svolgono un ruolo necessario, educativo e di conciliazione tra vita, lavoro e famiglia, come centri estivi a luglio, e come tali hanno la priorità nelle scelte di raffrescamento».

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