Caldo, temperature folli negli asili e la pioggia è solo di proteste: «Invivibili, vanno adeguati»
Raffica di segnalazioni dalla Bassa fino a Vignola e una richiesta unanime: «Tutelare salute e benessere dei bambini e del personale»
MODENA. La pioggia è solo quella di segnalazioni e proteste. E non può purtroppo servire a mitigare un clima rovente. L’intensa e prolungata ondata di caldo ha fatto esplodere il problema dell’inadeguatezza di gran parte degli edifici scolastici per gli unici alunni ancora in classe, quelli più piccoli. Dalla Bassa fino a Vignola, in provincia di Modena si moltiplicano le denunce di una situazione ai limite del sostenibile nelle aule degli asili, tra corse all’acquisto di ventilatori e pinguini o suggerimenti di un ritiro anticipato dei figli dove manca l’aria condizionata. Ci si salva, insomma, solo dalla collina in su, per il resto – chi più e chi meno – si è costretti a fare i conti con la stessa situazione: un caldo insostenibile, tamponato laddove possibile con attività all’aria aperta in spazi ombreggiati nelle prime ore del mattino.
Ritiro anticipato
Nei tre asili dell'Istituto comprensivo Sassuolo 1 Centro Est – Centro Storico, Sant’Agostino, Peter Pan – «per il benessere dei piccoli alunni si consiglia il ritiro dopo pranzo, considerato che i locali della scuola sono sprovvisti di aria condizionata e che nelle ore centrali della giornata le temperature interne possono raggiungere livelli di notevole disagio», si legge nella circolare diramata dalla dirigente scolastica lunedì di cui abbiamo scritto ieri su queste pagine. Ma il consiglio suona come beffa per chi non ha scelta e deve lasciare il proprio figlio a scuola, con la consapevolezza di tenerlo in un ambiente con condizioni non idonee. C’è chi sottolinea che la soluzione non dovrebbe essere trovata dalle famiglie, che già pagano per un servizio, ma da scuola e istituzioni.
Una spesa in più
In tal senso, alcuni genitori si trovano costretti a sostenere una spesa ulteriore, come una mamma il cui figlio frequenta un nido privato convenzionato con il Comune di Modena a Ganaceto: «Mio figlio ha avuto la febbre per una notte, ritengo possa essersi trattato di un malessere legato al caldo eccessivo – scrive –. Come lui, anche altri bambini hanno manifestato problemi simili. Abbiamo scoperto che c’era stato un guasto ai ventilatori e che ora ne è stato collocato uno nella stanza in cui i bimbi dormono. Io vado a prendere mio figlio alle 12 perché all'interno della struttura il caldo è intenso, ma per poter continuare a lavorare sono costretta a pagare una babysitter che lo accudisca nel pomeriggio. Molte famiglie sostengono rette importanti, di circa 400-500 euro al mese, a cui si aggiungono ulteriori spese per l’assistenza pomeridiana dei bambini».
L’impianto spento
Ci sono anche casi in cui l’aria condizionata c’è, ma l’impianto non sarebbe stato acceso nemmeno in questi giorni. Lo denuncia una mamma che parla a nome dei genitori con figli all’asilo Sergio Neri e scuola dell’infanzia Silvia Golinelli di Mirandola: «La nuova struttura Sergio Neri, inaugurata nel mese di marzo, è stata realizzata e predisposta con un impianto di climatizzazione e così anche la struttura Silvia Golinelli. Tuttavia, nonostante l’arrivo dei primi caldi e le temperature sempre più elevate registrate nelle ultime settimane, tale impianto non è mai stato attivato. Ad oggi, all’interno della scuola il caldo è diventato molto difficile da sopportare. Nei dormitori, durante il riposo pomeridiano, i bambini si svegliano spesso sudati e gli ambienti risultano particolarmente afosi. Si tratta di una situazione che molti genitori considerano inaccettabile, già segnalata da settimane senza però ricevere risposte esaustive. Da parte del Comune sono stati forniti alcuni condizionatori portatili (“pinguini”), peraltro non recenti, che però risultano poco efficaci in ambienti così ampi e non riescono a risolvere il problema. Per molti genitori che lavorano non è possibile ritirare i figli prima dell’orario previsto: sapere che trascorrono l’intera giornata in ambienti così caldi genera preoccupazione».
Bambini fragili
Ancora più preoccupati sono i genitori di bambini fragili, come nel caso di una famiglia la cui figlia che frequenta la scuola dell’infanzia Rodari a Modena: «Le temperature estremamente elevate nelle aule stanno creando una situazione di evidente sofferenza per tutti i bambini e, in modo particolare, per quelli più fragili o con condizioni di salute che possono essere aggravate dal caldo eccessivo – spiegano, illustrando quanto segnalato anche al Comune –. Nel nostro caso, nostra figlia è una bambina fragile che, in tali condizioni, manifesta difficoltà respiratorie e un peggioramento del proprio benessere fisico». Ricordando le criticità evidenziate dagli altri genitori, tra preoccupazione per le ore trascorse dai figli in ambienti eccessivamente caldi e la percezione di una mancata considerazione delle difficoltà organizzative delle famiglie lavoratrici, la famiglia sottolinea al Comune che la sua segnalazione «non vuole in alcun modo attribuire responsabilità alle insegnanti o alla dirigenza scolastica, che quotidianamente operano con professionalità e dedizione cercando di gestire una situazione che non dipende da loro, affrontando le stesse difficoltà insieme ai bambini». La richiesta, dunque, è «che il Comune e gli enti competenti intervengano con urgenza per individuare e attuare soluzioni concrete che garantiscano condizioni ambientali adeguate e tutelino la salute, il benessere e il diritto all'istruzione di tutti i bambini, con particolare attenzione a quelli più vulnerabili».
Le aule bollenti
Temperature elevate all’interno delle aule sono state segnalate a San Cesario, con il sindaco Zuffi che ieri ha effettuato un sopralluogo alla scuola dell’infanzia Sighicelli insieme alla dirigente scolastica, in asili di Modena, Castelfranco, Vignola e Soliera, ma l’elenco potrebbe andare avanti risparmiando ben pochi comuni della pianura: «È giunta l’ora di adeguare tutte le scuole di ogni ordine e grado con sistemi di climatizzazione. Già da metà maggio alunni e insegnanti facevano fatica a stare in classe e, purtroppo, più si va avanti con gli anni e peggio è», scrive una lettrice. Come darle torto?
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