Caccia ai rapinatori della gioielleria di Finale: «Il basista potrebbe essere del posto»
Le indagini dopo il colpo da Guidi. Il sindaco Poletti incontra i titolari
FINALE. All'indomani della rapina a mano armata alla gioielleria Sauro Guidi di Finale, nella centralissima piazza Verdi, avvenuta in pieno giorno – erano le 12.30 di venerdì – in paese restano incredulità e paura. Nel frattempo è caccia ai rapinatori, che non erano tre ma almeno quattro. C'era infatti un sicuramente un quarto uomo ad attenderli in auto all'esterno dell'area pedonalizzata per agevolare la fuga.
Le indagini
I carabinieri, che stanno conducendo le indagini, confermano che i quattro rapinatori sono italiani: tre sarebbero “trasfertisti”, mentre il quarto, che avrebbe svolto il ruolo di basista, sembrerebbe essere del luogo. Dopo il colpo, i malviventi sono fuggiti in direzione Cento, dove l'auto utilizzata, risultata poi rubata, è stata prima intercettata da una pattuglia del Radiomobile e successivamente abbandonata in un campo di frumento nelle campagne centesi. Le indagini sono tuttora in corso e al vaglio dei carabinieri ci sono anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza del Comune e dei commercianti che si affacciano sulla piazza. «Fortunatamente a Finale Emilia episodi di questo tipo non accadono frequentemente», sottolinea il sindaco Marco Poletti, che già nella serata di venerdì si è recato in gioielleria per portare la propria vicinanza ai titolari. «Li ho trovati, ovviamente, molto scossi e provati per quanto accaduto – racconta il sindaco – stavano disinfettando il negozio, come se volessero, giustamente, cancellare ogni traccia di quei momenti. Mi hanno confermato che la paura è stata enorme. I rapinatori hanno atteso che il titolare, Marco Guidi, uscisse dalla gioielleria per la pausa pranzo e, non appena ha aperto la porta, lo hanno respinto all’interno. Da lì è iniziato l'incubo».
Il plauso al commerciante
Nel pomeriggio di ieri – 28 giugno – il sindaco Poletti ha fatto visita anche all'ottico Fabio Ferraresi per ringraziarlo della prontezza e del coraggio dimostrati nell'impedire al primo rapinatore uscito dalla gioielleria di fuggire con lo scooter, anch'esso risultato rubato. L'ottico Ferraresi, che ha il negozio accanto alla gioielleria, dopo aver sentito le richieste d'aiuto del gioielliere, si stava avvicinando alla porta quando è stato sorpreso dall'uscita del primo rapinatore che, con il volto coperto, si è precipitato verso lo scooter lasciato acceso in piazza. Ferraresi, d'istinto, lo ha spinto a terra, costringendolo ad abbandonare il mezzo e a proseguire la fuga a piedi. «Dopo quanto accaduto – conclude il sindaco – ho chiesto alla polizia locale di intensificare ulteriormente i controlli in piazza, sia per rafforzare le misure di sicurezza sia per monitorare eventuali persone sconosciute che, soprattutto il mercoledì mattina, giorno di mercato, si aggirano in centro chiedendo l'elemosina e, talvolta, reagiscono con aggressività se gli esercenti rifiutano di dare loro qualcosa. Valuteremo eventuali ulteriori provvedimenti». L'auspicio del sindaco è che i responsabili vengano individuati al più presto e che il bottino, il cui valore non è ancora stato reso noto, possa essere restituito ai titolari della gioielleria. L’attività era già stata vittima di una rapina a mano armata molti anni fa. In quell'occasione si sfiorò la tragedia: il gioielliere, Sauro Guidi, padre di Marco, opponendosi ai rapinatori, venne raggiunto da un colpo di pistola alla spalla.
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