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L’allarme

Caldo, tutti al fiume: «Più comodo del mare». Ma il divieto di balneazione...

di Mattia Vernelli

	In tanti hanno trasorso la domenica al fiume
In tanti hanno trasorso la domenica al fiume

Panaro e Secchia presi d’assalto nella domenica bollente del 28 giugno: «Per fuggire dal caldo torrido è la scelta più comoda ed economica». Ma in pochi rinunciano a bagno e tuffi

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MODENA. Centinaia di persone che si godono l’acqua fresca del fiume Panaro e del Secchia. Il divieto di balneazione c’è, i cartelli lo indicano chiaramente. Ma per tanti il fiume è l’unico modo per “salvarsi” dalle temperature vicine ai 40 gradi di una domenica, quella del 28 giugno, da caldo record.

Tutti al fiume

«Andare al mare? Non ci pensiamo neanche. Troppe persone, troppo traffico. Affrontare ore di code con un bambino piccolo è impensabile, così abbiamo scelto Marano. Noi arriviamo da Cento, qui sulle colline modenesi l’aria è leggermente più fresca, e la mattina al fiume si sta bene», racconta una donna con la famiglia. Il parcheggio del parco fluviale di Marano, non distante dal centro del paese, conta decine di macchine. Sulle sponde del fiume, famiglie, giovani e anziani si godono le ore mattutine prima del caldo torrido del pomeriggio. C’è chi ha posizionato un lettino sulle sponde del Panaro, chi ha improvvisato una sorta di tenda con bastoni e teli sotto cui proteggersi dal sole, e chi fa vere e proprie nuotate nel punto in cui l’acqua è più profonda.

Anche la frazione maranese della Casona è gettonata da tanti modenesi, così come l’area sotto al ponte di via Circonvallazione Nord a Spilamberto, in cui uomini e donne in costume popolano le rive del Panaro. «Noi arriviamo da Vignola – racconta un uomo da Marano, è insieme alla moglie e i due bambini piccoli – per una famiglia il fiume è l’ideale, perché mettersi in viaggio è complicato e costoso. Staremo qui fino a pranzo, quando arriveranno le ore più calde torniamo a casa».

Il monitoraggio

Anche il comune di Castelfranco ha attivato il suo centro operativo per le emergenze (Coc). Il Coc, oltre che per le emergenze della popolazione in città, è attivo anche per monitorare la situazione su autostrade e ferrovie: possibili incidenti si trasformano i forni a cielo aperto per le persone coinvolte sulle strade. Monitorati anche i corsi d’acqua, nei quali vige il divieto di balneazione: proprio lo shock termico dovuto all’acqua fredda può rappresentare un pericolo.

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