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L’analisi

La notte più calda di sempre a Modena: 29,5 gradi di temperatura minima


	Modena ha vissuto la notte più calda di sempre
Modena ha vissuto la notte più calda di sempre

Lo segnala l’Osservatorio Geofisico del Dief Unimore: «Le notti tropicali in costante aumento sono uno dei segnali più evidenti del cambiamento climatico»

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MODENA. La notte tra domenica 28 e lunedì 29 giugno all’Osservatorio Geofisico di Modena è stata registrata una temperatura minima di 29,5°C. Si tratta della notte più calda mai osservata in quasi 200 anni di misure. Il precedente record era di 28,8 °C, registrato il 22 luglio 2015. Inoltre, 7 dei 10 valori più elevati della serie storica appartengono agli ultimi 25 anni.

Il cambiamento climatico

Lo segnalano proprio dall’Osservatorio Geofisico del Dief Unimore, sottolineando che il dato più importante non è il record in sé. «Da decenni – spiegano i ricercatori – osserviamo che le temperature minime aumentano più rapidamente e che le notti molto calde sono sempre più frequenti. È proprio questo uno dei segnali più evidenti del cambiamento climatico. Nel nostro studio sulle temperature di Modena abbiamo evidenziato che le notti tropicali (temperatura minima ≥ 20 °C) aumentano di circa 9 notti ogni decennio nelle aree urbaneNelle aree rurali circostanti, lo stesso aumento è di circa 4 notti ogni decennio. Questo significa che in città le notti tropicali aumentano più del doppio rispetto alle aree rurali, perché al riscaldamento climatico si somma l’effetto dell'isola di calore urbana. Le nostre analisi mostrano che circa il 57% dell’aumento delle notti tropicali osservato a Modena è attribuibile all'isola di calore urbana, mentre la parte restante è legata al riscaldamento climatico su scala più ampia. Per le notti calde (cioè quelle con temperatura minima superiore al 90° percentile della climatologia), l’effetto urbano è ancora più marcato e spiega circa il 65% dell'aumento osservato. L’eccezionale valore registrato questa notte è stato favorito dalla persistente ondata di calore e dall’arrivo di una massa d'aria particolarmente calda. Tuttavia, si inserisce in una tendenza di lungo periodo: soglie di temperatura che un tempo erano eccezionali vengono superate con frequenza sempre maggiore. Il cambiamento climatico non significa solo nuovi record. Significa che eventi come questo stanno diventando sempre meno eccezionali».

E le temperature massime?

Domenica 28 giugno, primo giorno di allerta rossa sulla pianura emiliana per temperature estreme, all’Osservatorio Geofisico di Modena è stata registrata una temperatura massima di 37,4°C, il secondo valore più elevato mai osservato nel mese di giugno. Il record assoluto resta quello del 27 giugno 2019, con 38,2°C. «È significativo ricordare che prima del 2019 i 37°C a giugno non erano mai stati raggiunti nella lunga serie storica dell’Osservatorio», spiegano i ricercatori del Dief Unimore. Anche le altre stazioni confermano l’eccezionalità dell’ondata di calore: 38,2° C alla stazione Modena Campus Dief39,6° C alla stazione sperimentale Eelab di via Caruso, vicinissima alla soglia dei 40°C. «Si tratta però di un caldo torrido, con umidità relativa relativamente contenuta: ⁠31% all’Osservatorio Geofisico; ⁠36% al Campus Dief; ⁠37% in via Caruso – sottolineano dall’Osservatorio –. Questo ha reso il caldo più “secco” rispetto ad altre ondate estive, ma non per questo privo di effetti sulla popolazione. Per valutare il disagio bioclimatico, l'Osservatorio utilizza da decenni il Discomfort Index (Indice di Thom), uno degli indicatori storici più consolidati, perché combina temperatura e umidità relativa in un unico parametro rappresentativo dello stress termico percepito. Domenica 28 giugno l’Indice di Thom ha raggiunto e localmente superato il valore di 30, entrando nella fascia di “forte disagio bioclimatico”, una condizione in cui il caldo può avere effetti significativi anche sulle persone sane, oltre che su anziani, bambini e soggetti fragili. I dati confermano ancora una volta come le ondate di calore odierne stiano raggiungendo livelli che, fino a pochi anni fa, erano eccezionali anche per il mese di giugno».

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