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L’intervento

Niente droni militari a Modena, esultano i pacifisti: «Se non saranno costruiti qui è anche merito nostro»

di Giovanni Medici

	I droni militari non saranno costruiti a Modena
I droni militari non saranno costruiti a Modena

La Consulta popolare di Modena contro la guerra, il riarmo e il genocidio: «Grazie alla nostra mobilitazione è arrivata una retromarcia rispetto agli annunci iniziali del progetto»

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MODENA. «La notizia secondo cui i droni militari non saranno costruiti a Modena rappresenta una significativa retromarcia rispetto agli annunci iniziali che indicavano la nostra città come sede del progetto industriale». Lo scrive la Consulta popolare di Modena contro la guerra, il riarmo e il genocidio, che considera questo risultato «anche una vittoria della Consulta, che fin dal primo momento ha denunciato il progetto, ha costruito un ampio fronte di mobilitazione insieme ad associazioni, sindacati, forze politiche, cittadine e cittadini e ha dichiarato pubblicamente che, se necessario, avrebbe occupato i siti destinati alla produzione bellica».

Ricordiamo che a inizio mese era stata presentata a Roma una joint venture, MGI Italy, tra un’impresa inglese ed una italiana, Vigilar Group, con lo scopo di costruire droni militari e si era parlato in quella occasione proprio di Modena come sede produttiva: circostanza poi smentita da Vigilar Group.

A questa mobilitazione, ricorda la Consulta, si sono affiancate inchieste giornalistiche e interrogazioni parlamentari, oltre alle iniziative e alle richieste di chiarimento avanzate anche in Consiglio comunale. «Tutto questo ha contribuito a rompere il silenzio e a portare alla luce una vicenda che qualcuno avrebbe voluto tenere lontana dall'attenzione pubblica. Chi vuole convertire il nostro apparato produttivo in senso bellico si è dimostrato molto più debole di quanto volesse apparire: è bastato il primo accenno di una mobilitazione popolare determinata perché fosse costretto ad arretrare e a rivedere i propri piani. È la dimostrazione che quando la società civile, i movimenti e i cittadini si organizzano, possono fermare e contrastare i progetti dell'economia di guerra. Il progetto industriale non è stato cancellato: è stata annunciata solo una diversa localizzazione degli impianti produttivi. Continueremo a contrastare ogni tentativo di insediare produzioni belliche sul nostro territorio».

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