Non puzza, anzi, può ricordare il profumo di bosco: ecco il letame ideale
Durante il Festival a Serramazzoni si svolgerà la tradizionale competizione dedicata ai migliori compost e letami provenienti da aziende agricole biologiche e biodinamiche di tutta Italia
SERRAMAZZONI. In agricoltura biologica il suolo non è considerato un semplice supporto per le colture, ma un vero organismo vivente. Al suo interno convivono microrganismi, fauna terricola, sostanza organica e radici che collaborano in un unico sistema capace di garantire fertilità e produttività. Anche le piante coltivate fanno parte di questo equilibrio: più il terreno è vitale, più è fertile, perché l’attività biologica trasforma continuamente la materia organica in sostanze nutritive disponibili per le colture.
Il letame, manna per il suolo
Per mantenere questa ricchezza è fondamentale nutrire il suolo in modo naturale. Tra tutti gli ammendanti, il letame rappresenta una delle risorse più preziose. La sua azione coinvolge aspetti chimici, fisici e biologici. Apporta infatti i principali macroelementi – azoto, fosforo e potassio – oltre a mesoelementi come calcio, magnesio e zolfo e a numerosi microelementi, tra cui ferro, rame e zinco. La sostanza organica contenuta nel letame favorisce inoltre la formazione dell’humus, elemento essenziale per la struttura del terreno. L’humus aggrega le particelle creando un corretto equilibrio tra macro e microporosità, migliora la capacità di trattenere acqua e nutrienti e favorisce l’aerazione delle radici. Grazie alla presenza di numerosi microrganismi, il letame rivitalizza il suolo e sostiene lo sviluppo degli apparati radicali. Per questo è particolarmente importante valutare la qualità e il contenuto in sostanza organica del letame.
Il migliore profuma di bosco
Durante il Festival del letame a Serramazzoni i campioni consegnati saranno sottoposti a valutazioni chimiche, microbiologiche e sensoriali. Le analisi si baseranno su prove di laboratorio e su verifiche visive, tattili e olfattive. I campioni verranno suddivisi in categorie: compost da letame bovino, da altri allevamenti e da differenti matrici organiche. I test chimici e fisici saranno eseguiti da un laboratorio incaricato, mentre la valutazione sensoriale sarà affidata a una giuria composta da ricercatori esperti, agronomi, agricoltori biologici e cittadini interessati. Anche il pubblico presente potrà esprimere il proprio voto. Una curiosità: un cumulo di letame ben umificato non emana cattivi odori. Al contrario, può ricordare il profumo del bosco. Al tatto la materia interna assume una consistenza morbida e malleabile, segno di una trasformazione organica avvenuta correttamente.
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