Incendi in Appennino, Vaglio rischia un altro inferno: la mobilitazione spegne il fuoco, paura per una coppia di anziani
In fiamme un’area di 5 ettari nella frazione di Lama Mocogno, dove un gigantesco rogo nel 2017 distrusse boschi e campi. L’intervento di 8 squadre di vigili del fuoco e il contributo di un agricoltore con la sua autocisterna ha impedito che le fiamme raggiungessero la vicina casa
LAMA MOCOGNO. Si è verificato nella stessa zona e nello stesso periodo in cui nove anni fa fu l’inferno. C’era la concreta possibilità che, con il secco e le temperature estreme di questi giorni, se ne scatenasse un altro, ma l’arrivo massiccio dei vigili del fuoco, e la solidarietà di un agricoltore vicino, hanno scongiurato il peggio. È successo ieri – sabato 31 luglio – a Vaglio, località immersa nel verde di Lama Mocogno sulla discesa verso il torrente Scoltenna, dove tra l’1 e il 2 agosto 2017 un gigantesco incendio distrusse 40 ettari tra boschi e campi, danneggiando quattro abitazioni rurali. La causa, secondo i primi accertamenti, è la stessa dell’incendio che il 4 luglio scorso ha coinvolto 9 ettari di terreno a Montese: scintille dalla macchina imballatrice.
L’intervento
L’allarme è scattato verso le 11.30 in un campo ai lati di via Casolare, in piena campagna, dove era in azione appunto una macchina per fare i balloni. All’improvviso si sono sprigionate scintille e fiamme che hanno subito attecchito nel terreno, causando un incendio che in pochi minuti ha assunto proporzioni allarmanti. Sono stati gli stessi operai a dare l’allarme, chiamando i pompieri: le fiamme si sono propagate con una rapidità tale che non sono riusciti nemmeno a portare in salvo il trattore. La mobilitazione dei vigili del fuoco è stata importante: sono partite subito 8 squadre con 10 mezzi, una ventina di pompieri in tutto, da Pavullo, Fanano, Frassinoro, Modena (sia con l’autobotte che la boschiva) e Bologna, che ha inviato l’elicottero Drago, in azione con diversi lanci d’acqua. Ma prima, è stato fondamentale l’intervento dell’agricoltore Alessio, che si è subito precipitato con la sua cisterna da 200 quintali che ha permesso di bloccare l’avanzata delle fiamme. Il fuoco ha fatto lo stesso danni, arrivando a bruciare un’area di circa 5 ettari, intaccare i primi pannelli di un campo fotovoltaico adiacente e lambire la prima abitazione di un borghetto.
Due anziani all’ospedale
È stata questa la prima preoccupazione: che potesse arrivare alla casa dove vive una coppia di anziani (75 anni lui, 70 lei) con problemi di salute. Non è stato così per fortuna: le fiamme si sono fermate a una decina di metri, e la struttura non è stata interessata. I due hanno assistito con angoscia all’emergenza: sul posto anche il 118, che con l’ambulanza dell’Avap di Montecreto li ha portati in ospedale a Pavullo ancora spaventatissimi per l’accaduto. Niente di grave per fortuna, sono poi stati dimessi nel tardo pomeriggio: a lui è stata riscontrata una lieve intossicazione da fumo, lei si era solo spaventata tanto. L’intervento, con la messa in sicurezza dell’area, si è concluso verso le 16. Sul posto fino alla fine dell’emergenza, insieme ai carabinieri forestali, anche il sindaco Arnaldo Ricchi con tecnici e operai comunali, che si sono mobilitati anche con la cisterna che ha il Comune per l’irrigazione del verde, che ha dato anch’essa un contributo. Non sono state riscontrate criticità all’abitazione, che è rimasta pienamente agibile: dimessi dall’ospedale, i due anziani hanno potuto farvi regolarmente ritorno. Resta per i contadini il danno del trattore e della macchina imballatrice andati distrutti, più ovviamente gli ettari bruciati e il fotovoltaico. Ma in tutti c’è la consapevolezza che poteva andare molto, molto peggio. «Un ringraziamento più che sentito ai vigili del fuoco, all’agricoltore Alessio e a tutti i volontari intervenuti – sottolinea il sindaco Ricchi – oltre ovviamente al nostro personale comunale. È stato affrontato con prontezza un pericolo molto grande, in queste condizioni climatiche, come il passato purtroppo ci ha insegnato».
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