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Il lutto

L’incendio bruciò i suoi uccelli: «Nonno Mario è morto dal dolore un mese dopo»

di Mattia Vernelli

	Mario Piccinini è morto un mese dopo aver perso tutti i suoi uccelli nell'incendio
Mario Piccinini è morto un mese dopo aver perso tutti i suoi uccelli nell'incendio

Mario Piccinini si è spento a 92 anni: «Non ha retto la perdita dei suoi amati animali, uccisi nel rogo originato dai fuochi d’artificio sparati fuori dal carcere di Sant’Anna per il compleanno di un detenuto»

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MODENA. «È morto di depressione un mese dopo il tragico incendio. Non ha retto la perdita dei suoi uccellini, a cui era molto legato». Mario Piccinini se n’è andato nel dolore: 92 anni portati benissimo, si è spento mercoledì 29 luglio. «Era vitale, lucido, pieno di energia –  continua la figlia Simona – passava le giornate in giardino, aveva una decina di uccelli a cui era molto affezionato, li curava e li accudiva. Sono morti quel tragico 18 giugno, da lì non si è più ripreso».

L’incendio per i fuochi d’artificio fuori dal carcere

Il rogo era scoppiato intorno alle 22. Ci troviamo a Sant’Anna, ad alcune decine di metri dal carcere di Modena. Era un caldo giovedì sera ma alcune persone, noncuranti del rischio, hanno “sparato” fuochi artificiali nel campo poco distante alla villa della famiglia Piccinini. Stavano festeggiando il compleanno di un detenuto nella casa circondariale. Un razzo ha incendiato un terreno agricolo accanto, in pochi minuti sono stati polverizzati due ettari di grano. Nell’incendio è stata bruciata anche parte del giardino della famiglia, propagandosi anche alla siepe e alle voliere che ospitavano i pennuti, mentre la casa è rimasta intatta. «Qualcosa è cambiato da quel giorno. Ricordo l’espressione di mio padre quando ha visto i corpi carbonizzati dei suoi uccelli. La serenità della sua vita è stata spezzata dall'inciviltà e dall'impunità. Il rogo ha distrutto l'angolo in cui il nonno Mario trascorreva le sue giornate, che per lui non erano un semplice passatempo, ma una vera ragione di vita e la principale compagnia».  La figlia Simona si concentra «sulla piaga dei fuochi d’artificio sparati nei pressi della struttura penitenziaria, che sembra non fermarsi mai: persino lunedì scorso, alla sera, si sono uditi gli ennesimi boati nel silenzio generale».

Il dolore per la morte dei suoi amati uccellini

«Un colpo devastante che a nonno Mario ha spezzato il cuore. Nell’arco di un solo mese, quel dolore insopportabile lo ha fatto precipitare in una profonda depressione che, infine, se l’è portato via. Resta profonda l'amarezza per le istituzioni e le priorità del sistema: per ben due volte gli organi preposti sono usciti per verificare le condizioni di salute e la sistemazione degli uccellini sopravvissuti all’incendio. Nessuno, invece, si è preoccupato di venire a chiedere come stesse una persona anziana, che aveva visto andare in fumo tutto il suo mondo. Vogliamo ricordarlo e salutarlo così, come un esempio per tutti noi». Nonostante i 92 anni, Mario era piuttosto in forma: «Non è morto per l’età - spiega la figlia - perché mio padre era una persona solare, positiva e sempre col sorriso sulle labbra. Una di quelle figure d’altri tempi che sapeva nutrirsi delle cose semplici ma fondamentali: la terra, l'orto, le galline, gli amati uccellini e l’affetto della famiglia. Passioni semplici, sì, ma che richiedono dedizione, costanza, attenzione e perseveranza ogni singolo giorno. Ha smesso di vivere quel maledetto 18 giugno, non si è dato pace per ciò che è successo. Quella sera ci sentimmo fortunati, perché per poco il rogo non colpì il porticato in legno, rischiò di prendere fuoco tutta la casa. Ora però, che abbiamo perso mio padre, quella tragica notte ha segnato la nostra famiglia. Il vuoto che ha lasciato in tutti noi la sua morte è enorme», conclude la figlia.

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