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Dopo la strage

Strage di Modena, le prime risposte dei periti: «El Koudri era in grado di intendere e volere»

di Mattia Vernelli
Strage di Modena, le prime risposte dei periti: «El Koudri era in grado di intendere e volere»

Lunedì 21 settembre sarà depositata la perizia psichiatrica del 31enne responsabile della strage

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MODENA. Salim El Koudri, nonostante il suo disagio psichiatrico, sarebbe stato in grado di intendere e di volere nel momento della strage in via Emilia del 16 maggio. Questo, in via ufficiosa, il responso dei consulenti tecnici incaricati dal Tribunale di Modena di svolgere la perizia psichiatrica che sarà resa nota lunedì 21 settembre.

Attesa per la perizia

Sarà il deposito della perizia, tuttavia, ad acclarare il suo stato di salute mentale nel momento in cui falciò decine di persone sulla via Emilia, ferendone gravemente otto tra cui Monica Esposito, che ha perso la vita dopo due mesi di ricovero in ospedale. Hanno fatto discutere nei giorni scorsi le ricerche sul web dal 31enne nei mesi prima della strage in cui compaiono le parole “Isis”, “Daesh”, “Bin Laden” e “IS” (Islamic State). Anche i video ritrovati sul suo cellulare sono al centro delle indagini, in cui offende le persone “bianche”, parla di “invasori” e chiedeva vendetta.

Gli avvocati

L’avvocato Liborio Cataliotti, che difende il fratello, la sorella e la madre di Monica Esposito, afferma: «Si tratta di un atto chiaramente terroristico, non ci sono dubbi. È doveroso sottolineare che dal punto di vista tecnico, per configurare l’atto terroristico, è indispensabile che il soggetto lo abbia voluto compiere con tali intenzioni. Aspetto quindi l’esito della perizia per contestare questa aggravante alla Procura di Modena. Il rischio è che ci si trovi di fronte a un terrorista: se fosse un “lupo solitario” o abbia agito a livello organico non lo so», ha concluso l’avvocato. Così Deborah De Cicco, avvocato di Giovanni Esposito, fratello di Monica: «Credo sia più opportuno e rispettoso commentare da parte mia i passaggi della perizia depositata solo dopo l'udienza del 2 ottobre in cui verrà effettuata l'audizione dell'eccellente collegio peritale che ha valutato El koudri. Io tramite il mio consulente di parte Alberto Caputo presenterò inizio settimana delle note scritte che sostengano la nostra linea difensiva, ovvero che l'indagato abbia agito in modo cosciente, programmato e determinato da finalità terroristica, in assenza di un disturbo psichiatrico. La posizione dell’avvocato Fausto Gianelli, che assiste El Koudri: «La perizia non è ancora stata depositata. I consulenti d'ufficio hanno predisposto una prima bozza da sottoporre ai consulenti di parte, l'orientamento dei consulenti del tribunale parrebbe quello, pur riconosciuta l'esistenza di un disturbo psichiatrico, di ritenere che questo non escludeva comunque la capacità di Salim di rendersi conto dell'azione mentre la compiva e quindi la capacità di intendere e di volere, che verrebbe confermata». l


 

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