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El Koudri, il magistrato respinge l’aggravante: «Non è terrorismo»

di Serena Arbizzi
El Koudri, il magistrato respinge l’aggravante: «Non è terrorismo»

La Dda risponde all’esposto dell’avvocato De Cicco, che tutela Giovanni Esposito. Il legale De Cicco: «Il provvedimento è a firma di un magistrato delle correnti di centrosinistra»

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MODENA. Non è terrorismo. Questa la risposta della Direzione distrettuale antimafia di Bologna sull’attentato di Salim El Koudri. Il 31enne è accusato della strage del 16 maggio scorso in pieno centro storico a Modena, in seguito alla quale morì Monica Esposito. Lo ha scritto il procuratore aggiunto con delega al terrorismo Morena Plazzi nel rispondere all’esposto presentato dall’avvocato Debora De Cicco, che chiedeva la trasmissione degli atti alla Dda di Bologna da Modena. Il legale tutela Giovanni Esposito, fratello di Monica.

L’avvocato De Cicco

«Il provvedimento del pubblico ministero della Dda di Bologna mi è giunto in notifica in risposta al mio esposto e richiesta di trasmissione degli atti alla Dda di Bologna da Modena - afferma l’avvocato De Cicco -. Sia io che il mio consulente di terrorismo Bergoglio ma soprattutto il mio assistito Giovanni Esposito siamo rimasti allibiti e indignati, leggendo le motivazioni ivi contenute nel provvedimento». «Il provvedimento è a firma del sostituto procuratore della Dda di Bologna, Morena Plazzi, da quello che leggo magistrato componente delle correnti progressiste di centro sinistra di Anm Area Democratica per la Giustizia e dal 2023 e presidente del Movimento per la Giustizia - art. 3 Ets, nonché firmataria per l’appello dei Giuristi per Gaza», aggiunge il legale.

«È uno scandalo»

«Il diritto a mio avviso non è stato applicato - rimarca De Cicco -. Sono sconfortata per l’infondatezza delle motivazioni addotte, ma non ci arrenderemo e arriveremo fino in fondo sempre alla ricerca verità. Sostenere - come ha fatto il pm della Dda - che l’azione sia sta determinata da un soggetto spinto da frustrazione domestica e lavorativa è surreale e che l’attentato non abbia finalità terroristica perché non ha provocato intimidazione della popolazione a larga scala ritengo sia un abominio del diritto». Giovanni Esposito definisce «scandaloso quello che ho letto nel provvedimento notificato al mio avvocato. Ma come si può non comprendere che ciò che ha fatto sia stato determinato da un odio sociale con finalità di intimidazione terroristica? Lo trovo irrispettoso verso il dolore dei familiari avere già in 4 mesi chiuso le indagini e avere già classificato solo come strage comune». Anche l’avvocato Liborio Cataliotti, che tutela Veronica Esposito, sorella di Monica, sostiene che vi siano i presupposti per l’aggravante di terrorismo e ha depositato perciò una «memoria in Procura a Modena. Se e quando la Procura deciderà per il rinvio a giudizio sarà il gup a decidere se riqualificare il reato con l’accusa di terrorismo». Potrebbero esserci, quindi, ulteriori colpi di scena. l

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