Gazzetta di Modena

Il caso

Caso Amo, Fratelli d’Italia attacca: «Il Pd salva Reggianini. Scelte vergognose: Bosi si dimetta»

di Luca Gardinale

	La conferenza di Fratelli d'Italia
La conferenza di Fratelli d'Italia

Gli affondi durissimi del centrodestra dopo l’accordo con gli ex amministratori dell’Agenzia di Mobilità di Modena: «Transazione “tombale” votata al buio dai soci»

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MODENA. Un suggerimento ad Andrea Bosi lo danno: «Si dimetta lui adesso, lo faccia prima che la situazione peggiori». Se non bastasse, usano termini molto chiari, a partire da “scelta vergognosa”. Al centro c’è ancora il caso Amo, con l’ammanco di 582mila euro nelle casse dell’Agenzia di Mobilità, e gli affondi, durissimi, arrivano dal centrodestra, che attacca dopo la decisione di avviare un’azione di responsabilità verso i due ex direttori - ai quali sarà chiesto più di mezzo milione - mentre con gli ex amministratori, Stefano Reggianini (segretario provinciale Pd a fine giugno, quando scoppiò il caso Amo) e Andrea Burzacchini, è stato raggiunto un accordo per una transazione “bonaria”, rispettivamente per 58mila e 11mila euro.

L’attacco

E ad affondare più duramente è Fratelli d’Italia, che parte del dibattito di lunedì sera (16 febbraio) in Consiglio comunale sulla mozione Fdi: «È stato tutto semplicemente ridicolo - attacca il capogruppo Luca Negrini - e da parte del Pd c’è stato un ostruzionismo pieno, con sospensioni, ripresa dei lavori alle 21, e un dibattito surreale andato avanti fino alle 22.30». Consiglio a parte, Fdi chiede le dimissioni immediate dell’amministratore unico Andrea Bosi: «Chiederemo una copia della perizia che ha portato allo spacchettamento - riprende Negrini - e alla scelta di fare una transazione con i due ex amministratori. Il fatto è che nessuno nell’assemblea dei soci di lunedì, nemmeno i sindaci di centrosinistra, conosceva il contenuto di quella perizia: come è stata decisa? Perché non si è proceduto con un’azione di responsabilità “piena” come chiedeva la Corte dei Conti?».

L'intervento

Quindi, entrando nel dettaglio della transazione concordata con Reggianini, Negrini fa notare che «noi segnaliamo da mesi che all’ex segretario dem vengono attribuiti prelievi e pagamenti con la sua carta per circa 58mila euro: ebbene, l’azione intrapresa da Amo, con la transazione proprio per 58mila euro, conferma tutto». E se il Pd fa notare che Fdi non dice nulla sulla ex dipendente indagata per l’ammanco - alludendo anche alle simpatie politiche della donna, che sembrano essere un po’ più a destra che a sinistra... - il capogruppo fa notare che «noi abbiamo sempre detto che era corretto agire su di lei, e su questo non abbiamo dubbi. Quelli che non va bene, però, è il sistema a due pesi e due misure, con un’operazione nebulosa per salvare il “soldato Reggianini”».
Fdi ricorda quindi il lavoro messo in campo finora su Amo: «Noi abbiamo depositato la nostra mozione il 27 gennaio - spiega la vicecapogruppo Elisa Rossini - e l’assemblea dei soci è stata convocata il 31, perché evidentemente l’amministratore unico è stato messo alle strette dalle nostre domande. Detto questo, quello di Bosi in assemblea è stato un vero e proprio blitz, che ha portato a una transazione di cui nemmeno i sindaci soci conoscevano il contenuto. Di conseguenza - alza il tiro Rossini - firmare quella delibera è stato un atto gravissimo, e mentre i soci hanno detto “sì” al buio, si stava apparecchiando la tavola in modo da salvare l’ex segretario del Pd».

E ai dem...

Partito democratico a cui arriva un consiglio: «L’invito - rincara la dose il consigliere regionale Fdi Ferdinando Pulitanò - è quello di non trattare il Consiglio comunale come fosse la Festa dell’Unità. Quella che è andata in scena è l’ennesima prova imbarazzante della gestione della cosa pubblica come se fosse una cosa di loro proprietà, mentre per i due ex amministratori unici ci sarà una transazione “tombale” che però non ha visto nessuno, nemmeno i sindaci del Pd che l’hanno votata».
Quindi, l’invito a Bosi a lasciare: «Suggeriamo all’amministratore unico di dimettersi prima - chiude Negrini - perché la scelta, e il modo in cui è arrivata, è stata vergognosa, e noi andremo avanti, anche perché Bosi non porterà a casa quasi nulla di quei 582mila euro, considerato che gli ex direttori hanno già fatto sapere che si opporranno. Insomma, se dalla ex dipendente non si “tirerà su” nulla, e anche dai direttori non arriverà niente, cosa avrà portato a casa Bosi? Si parla di assicurazioni - chiude il capogruppo Fdi - ma siamo sicuri che le assicurazioni ci siano?».