Il Carpi liquida anche il Vicenza 1 a 0
I biancorossi con un gol di Mbakogu conquistano i tre punti che permettono di mantenere la vetta della classifica in completa solitudine
Dura un tempo il sogno del Vicenza di uscire dal Cabassi con un punto. Decimati e con un nuovo allenatore in panchina, i veneti ce la mettono tutta per dimostrare che in Serie B nessun risultato è scontato. Riescono nell'impresa per 45 minuti e poco più, anche grazie ad una prodezza di i Bremec su Pasciuti. Ma quando, in avvio di secondo tempo, Mbakogu innesca il turbo per vie centrali trovando il gol del vantaggio, sulla squadra di Marino cala il buio e il Carpi può festeggiare senza grandi sofferenze i tre punti e, soprattutto, il primo posto solitario in classifica. In avvio, mister Castori preferisce Letizia a destra per non rischiare Poli, diffidato come l'altro centrale difensivo, Suagher. Gabriel è recuperato in extremis, mentre Lollo è schierato alle spalle di Mbakogu. Il Vicenza è completamente decimato nel reparto avanzato. Fuori, e lo staranno a lungo, Maritato e Ragusa. Fuori anche Cocco per distorsione alla caviglia.
All'esordiente mister Marino non resta che scommettere sul giovane austriaco Spiridonovic e su Lores Varela. Nessuna rivoluzione da un punto di vista tattico: il Vicenza riparte dal 3-5-2 che fu dell'esonerato Lopez nella versione più difensiva, con le ali completamente ripiegate sulla linea della difesa. L'atteggiamento dà fastidio al Carpi, costretto a snaturare il suo gioco e a muoversi per linee orizzontali in attesa di trovare varchi. Occasionalmente pare riuscirci, ma la mira di Porcari è sbilenca e il tentativo di autogol di Garcia Tena sul cross di Mbakogu finisce a lato. Quando il Vicenza prova a rifiatare, lo fa con una manovra troppo macchinosa e impensierisce solo a destra, dove i polmoni di Laverone mettono a dura prova Gagliolo e Di Gaudio. Col passare dei minuti gli ospiti si chiudono sempre più nella propria metà campo, ma i padroni di casa non riescono a trovare il bandolo. Lollo fatica ad entrare nel vivo della manovra, così le uniche fiammate arrivano da Mbakogu che al 34' ci prova dai venti metri, neutralizza Bremec. Al 41' è Cinelli a sfiorare l'autogol sul cross di Letizia. La vera occasione per rompere la parità capita al 43' sui piedi di Pasciuti: dribbla Garcia Tena e poi conclude da due passi sulle gambe del portiere, uscito con buon tempismo.
Esultanza solo rimandata per il Carpi, che inizia nel migliore dei modi il secondo tempo: al 4' Pasciuti lancia dalla linea di centrocampo, Mbakogu brucia tutta la linea del Vicenza sullo scatto, anticipa il portiere uscito sin sul limite dell'area e infila a porta vuota. Ora gli ospiti sono costretti a uscire dal guscio e a concedere spazi. Il Carpi prova subito ad approfittarne al 7' con una ripartenza da manuale condotta da Mbakogu, Bianco crossa per Di Gaudio che di prima coglie il palo pieno. Lo svantaggio fa uscire tutti i limiti del Vicenza in fase di costruzione. Manovra lenta e prevedibile, e il talento di Di Gennaro troppo lontano dall'area avversaria. Il colpo del ko lo falliscono Lollo, Bremec in corner, Romagnoli, fuori di testa, e Letizia, ancora Bremec in tuffo. Ciononostante mister Castori non si fida e vuole maggior sostanza in fase di copertura: inserisce Poli a destra, avanza Letizia, accentra Di Gaudio alle spalle di Mbakogu e dirotta Pasciuti a sinistra. Poi porta ossigeno con Lasagna e Mbaye. L'ultimo sussulto è al 44' per il diagonale di Lasagna sul corpo di Bremec. Infruttuoso l'assalto finale vicentino. Ora, all'orizzonte, una sfida da far tremare i polsi: il Dall'Ara di Bologna. Sette scudetti, due coppe Italia nel passato, l'american way nel presente e nel futuro prossimo. Una montagna da scalare, nonostante la classifica dica il contrario.
Perché per una volta sarà il Carpi a guardare i felsinei dall'alto verso il basso. Mai accaduto nelle tre sfide precedenti. Un inedito nella storia che segna l'ennesimo record di questa società. Si perderà col tempo nelle statistiche, ma rimarrà per sempre per chi ci sarà. Come in una favola. E le favole, diceva lo scrittore-giornalista inglese Gilbert Chesterton, "non dicono ai bambini che i draghi esistono. Perché i bambini lo sanno già. Le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti".
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