Carpi, prova di forza Il Bologna non passa
Biancorossi a muso duro al Dall’Ara (0-0) e Gabriel si esalta
BOLOGNA. Il Bologna sarà anche una "vecchia signora", come la cantava Guccini, figlio adottivo di questi portici, ma si ricorda bene di esser stata contadina. Al cospetto del più giovane Carpi, il totale dice addirittura 45 anni di meno, i felsinei prendono in mano la vanga, mischiano il sudore con la terra mettendoci cuore, qualità e gamba. Ed è la ragione per cui il pareggio con cui Porcari e compagni escono dal Dall'Ara, il primo della storia biancorossa, val ben di più del punto in classifica che mantiene il Carpi in vetta. Vero è che Castori deve ringraziare Gabriel per un paio di veri e propri miracoli, ma i biancorossi hanno saputo creare più di una situazione pericolosa dalle parti di Coppola, giocandola a viso aperto fino al 90', quando ormai le due squadre si muovevano ad elastico spostandosi da un'area all'altra. In avvio, nel Carpi ci sono Poli a destra e Bianco in mediana. Il modulo è il 4-4-1-1 delle ultime apparizioni.
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Sul fronte opposto, Lopez deve fare i conti con alcune assenze pesanti: Acquafresca, Casarini e Buchel. Sceglie Troianello in avanti, Bessa e Zuculini a centrocampo. Prima del fischio d'inizio c'è tempo per il commuovente tributo del Dall'Ara a Klas Ingesson, scomparso lo scorso 29 ottobre. A ricordare il "gigante buono" svedese ci sono tanti ex compagni di squadra, capitanati dal tecnico Guidolin. A loro viene affidata la maglietta numero 8, che poi viene deposta ai piedi della curva Andrea Costa, tempio del tifo felsineo. Come da copione, sul campo sono i padroni di casa a mantenere il pallino tra i piedi. Il Carpi cerca di agire in contropiede ma fatica a trovare le misure in mezzo al campo: il Bologna riesce spesso a liberare un uomo sulla trequarti e da lì apre il gioco sulla destra, dove Ceccarelli ci arriva spesso. I primi venti minuti scivolano via su un paio di conclusioni dalla distanza di Laribi e Morleo, ma i padroni di casa giocano meglio e al 21' fanno tutto in velocità: Troianello per Zuculini a centrocampo, verticalizzazione di prima intenzione per Cacia, cross dalla parte opposta per Bessa, il centrocampista bolognese batte con campo completamente libero e i piedi dentro l'area, Gabriel si distende, respinge e si ripete sul successivo tentativo di tap in dello stesso Bessa. Ma è nulla a confronto dell'intervento sul corner successivo quando Ceccarelli batte con violenza da cinque metri a colpo sicuro, il portiere brasiliano ci arriva con la mano. Scampato il pericolo, il Carpi alza il baricentro e inizia finalmente a farsi vedere dalla parte opposta: al 31' ci prova Porcari dal limite ma il missile incoccia sulla schiena di Maietta. Sei minuti dopo, sul cross di Porcari, Mbakogu fa velo davanti a Coppola che si salva con i piedi. Il Bologna rifiata, il Dall'Ara se ne accorge e cerca di farsi sentire contestando sistematicamente ogni fischio dell'arbitro, anche i più sacrosanti. L'ultima emozione primo del break è per un contropiede orchestrato da Troianiello e concluso da Zuculini con un sinistro troppo fiacco per impensierire Gabriel. Meglio il Carpi al rientro in campo. Un paio di accelerazioni di Mbakogu creano i brividi alla retroguardia bolognese, ma non sortiscono conclusioni in porta. Col passare dei minuti le due squadre si allungano e gli spazi si allargano. Si gioca da una parte e dall'altra. Al 21' Concas manca di un soffio l'aggancio davanti alla porta, pochi istanti dopo è Cacia a metterla fuori. Ma il Carpi non sta a guardare. Va a strappi, ma riesce sempre a tenere in apprensione la difesa avversaria, dando sollievo alla difesa, dove Suagher giganteggia con alcuni anticipi da manuale. L'occasionissima capita però nuovamente sui piedi di un bolognese, questa volta Improta, ma Gabriel respinge con i piedi. Su una successiva conclusione la toglie da sotto la traversa con un colpo di reni. Trascinato dal Dall'Ara il Bologna prova il forcing finale. Al 45' è ancora bravo Gabriel, ma nell'uscita bassa su Improta rimedia una botta al capo che lo mette al tappeto nell'immediato e poi un paio di minuti dopo, intontito dal giramento di testa, fino a farlo uscire dal campo in barella dopo il triplice fischio.
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