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LA VIGILIA DEL DERBY

Modena-Carpi e i sei uomini chiave

Modena-Carpi e i sei uomini chiave

Tre giocatori decisivi, uno per reparto, nelle due formazioni. Domani il big match al Cabassi

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A guardare i numeri Carpi-Modena è un incontro già scritto. Perchè i dati del campionato fin qui sono chiari e parlano biancorosso, non solo per i punti in classifica 33 contro 22, ovvero 11 punti in più (tenendo presente che i canarini devono ancora giocare il recupero contro l'Entella), ma più in generale per quanto concerne le statistiche principali. Unica eccezione quella difensiva dove il Modena primeggia la categoria con 12 reti subite contro le 17 dei cugini. Un dato comunque ottimo quello di Castori controbilanciato da un attacco scoppiettante.
UN CALCIO DIFFERENTE
Se si dovesse descrivere il calcio del Carpi con un unico aggettivo quello più adatto sarebbe essenziale. Un calcio senza fronzoli, non rivoluzionario ma basato su concetti semplici e basilari.
Una descrizione che non va letta con accezione negativa, anzi. In un mondo del pallone in cui si pensa più ai moduli che alla sostanza, quello del Carpi è un gioco guidato da una ancestrale proficuità basata sulla semplicità. I biancorossi sono ultimi nel possesso palla nell'intera categoria (21 minuti circa di media a partita) e ultimi nelle palle giocate (465 di media) il che potrebbe far pensare ad un attacco sterile, che, invece, è il migliore della categoria con 31 gol realizzati. La chiara dimostrazione di come il tanto decantato possesso palla non è di per sè sinonimo di spettacolarità, anzi spesso si riduce a un esercizio fine a se stesso.
Ciò che conta non è tanto per quanto tempo si tenga il pallone, ma come si gestisca lo stesso: ecco che il Carpi alla voce pericolosità scala la classifica della B fino al decimo posto, indice di come Porcari e compagni sappiano colpire le difese avversarie. Il calcio di Novellino, un altro veterano che sa cosa sia il calcio e il campo, è leggermente diverso, anche se lanciarsi in analisi sul Modena è più difficile, dato che gli infortuni hanno spesso costretto i canarini a modificare il proprio impianto di gioco. Quello che è certo è che il Modena, specialmente in casa, è una squadra che tende a tenere maggiormente il pallone (24 minuti di possesso a partita) e stabilizzarsi con più frequenza nella metà campo avversaria (il Modena è addirittura quarto in questa graduatoria).
Ciò che differenzia le due squadre è soprattutto la capacità di muoversi negli ultimi venti metri, dove il Carpi è letale anche grazie alle palle inattive.
UOMINI CHIAVE
I due centravanti, Mbakogu e Granoche, sono ovviamente l'ago della bilancia per entrambe le formazioni: 9 gol per il biancorsso, 12 per il canarino. Ma l'impianto delle due squadre verte anche su altri giocatori, i due registi ad esempio. Andrea Schiavone da una parte e Filippo Porcari dall'altra sono il fulcro delle due formazioni ed anche in questo caso le statistiche parlano chiaro: il canarino smista 70 palloni a partita, il biancorosso solo (si fa per dire) 64. Sono i due cervelli in campo di Novellino e Castori, che invece per recuperare i palloni si affidano ad altri due uomini chiave delle proprie rose Davide Zoboli ed Emanuele Suagher, che riescono a sottrarre agli avversari circa 20 palloni a incontro. Centravanti, registi e centrali difensivi, non un caso che questi siano gli uomini più importanti per due come Castori e Novellino, che qualcuno, sbagliando, potrebbe etichettare come superati, ma che poco pensano alle etichette e molto al campo. E dall'alto della loro esperienza sanno che Carpi-Modena è un derby ed i numeri non conteranno più.
Giovanni Balugani

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