Il Carpi pensa al Braglia per la serie A
Il GOS avrebbe “bocciato” il Cabassi per la mancanza di spazi per le vie di fuga, primi abboccamenti con il Comune
Il campionato è ancora lungo e la serie B imprevedibile, questo è vero. Ma è altrettanto vero che il Carpi può vantare un tesoretto di 9 punti di vantaggio sulla concorrenza, un margine che fa sperare e soprattutto sognare i tifosi biancorossi. In caso di promozione in serie A, però, la società di via Marx dovrà fare i conti con la questione “Cabassi”. Una grana che, nel caso, dovrà essere risolta in tempi brevi e anche per questo la dirigenza carpigiana - in sintonia con l’amministrazione comunale - si sta muovendo con anticipo anche se in via informale.
Al momento le notizie non sembrano essere buone. Pare infatti che non abbia avuto buon esito l’ispezione del Gos (il gruppo operativo sicurezza degli impianti sportivi) allo stadio Cabassi. A rompere le uova nel paniere sembra non essere la temuta capienza ridotta, bensì la mancanza di spazi necessari per le vie di fuga. Praticamente lo stesso ostacolo che, alcuni anni fa, aveva portato i vertici del Sassuolo ad abbandonare sul nascere l’idea di ammodernare lo stadio Ricci. In attesa di sapere se la bocciatura del Gos nei confronti del Cabassi in ottica serie A è da considerarsi definitiva oppure esiste la possibilità di una deroga, i dirigenti biancorossi hanno iniziato a guardarsi attorno. Indiscrezioni raccontano di un contatto informale con il comune di Modena per conoscere i costi relativi all’utilizzo del Braglia - come confermato da una dichiarazione rilasciata ieri sera da Antonio Caliendo all’emittente Trc (“so che il Carpi ha già bussato per il Braglia” - le sue parole testuali). L’impianto modenese (gestito dal Modena calcio), comunque, non sarebbe l’unica location gradita al Carpi. A scalare le preferenze ci sarebbe lo stadio Dall’Ara di Bologna. Una new entry visto che negli ultimi tempi non si era mai parlato di un eventuale approdo dei biancorossi sotto le Due Torri. Al momento non si può fare altro che attendere sviluppi e soprattutto capire sino a dove possono arrivare i ragazzi di mister Castori. Certo che, a prescindere dalle incognite e dalla scaramanzia, la dirigenza sta giustamente cercando di non farsi trovare impreparata. In casa biancorossa, a partire dal patron Bonacini, nessuno vuol sentir parlare di stadio: prima c’è da conquistare sul campo la serie A. Una questione, quella dell’impianto di gioco, che per il momento viene affrontata dall’amministrazione comunale.
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