Carpi, sospiro di sollievo ma ora l’undici è obbligato
La sconfitta casalinga con il Pescara non crea troppi danni in classifica: il primato è solido. Ma il problema, anche dopo il mercato, sono i pochi cambi
La miglior medicina per lenire la sconfitta del Carpi è arrivata dagli altri campi. Nessuna delle inseguitrici è riuscita ad approfittare della caduta casalinga dei biancorossi. Qualche timido passetto in avanti di Bologna e Frosinone, ma nulla che possa tormentare i sogni di Castori, apparso per la verità molto sereno nel dopopartita, nonostante il risultato avverso. Tutto in attesa, ovviamente, del posticipo di stasera tra Vicenza e Catania. La sfida col Pescara ha confermato quel che è da tempo sotto gli occhi di tutti: se il Carpi gioca sottoritmo, come accaduto nel secondo tempo, può perdere da qualunque avversario. Figuriamoci se, come nel caso degli abruzzesi, può mettere in campo qualità superiori. Porcari e compagni sono condannati a correre come e più degli altri, perché esprimono qualità solo a ritmi elevati. Con o senza Mbakogu. Mantenere quella corsa e quella gambe per 42 giornate senza mai avere pause è impresa da super uomini. E infatti era già accaduto che i biancorossi rallentassero. In altre occasioni, come a Varese, erano stati aiutati dagli episodi, che a questo giro han detto tutti male, a partire dall'errore di Inglese al settimo minuto: se la palla fosse entrata avrebbe fatto saltare il piano tattico di Baroni e cambiato completamente l'inerzia del match. Come avrebbe potuto farlo il secondo giallo a Zampano, graziato dall'arbitro per uno scambio di persona. Le ragioni della scarsa lucidità messa in mostra col Pescara stanno nei tanti incontri ravvicinati della settimana precedente e per una emergenza diventata ormai quasi endemica. Per correre sempre ai cento all'ora servirebbe una rosa più ampia di quella attualmente a disposizione. I possibili titolari nello scacchiere di Castori sono, di fatto, 17. Da un po' di giornate a questa parte, complici le lunghe assenze di Mbakogu e Mbaye e il fine stagione di Suagher, tra infortuni e squalifiche ne vengono a mancare dai tre ai cinque per appuntamento. Per il tecnico vuol dire avere un undici obbligato, o al massimo con un posto in ballottaggio. Quando i ruoli in dubbio sono due è tutto grasso che cola. A parte Molina, non si è poi visto quasi nulla dai rinforzi di gennaio. Sono ancora fermi a zero presenze i vari Modolo, Pasini, Pugliese, Torelli e Loi, mentre Laner continua a collezionare panchine senza mai vedere il campo.
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