La maglia del Carpi perde Blumarine. Tarabini: "Ma resto"
"Il nostro marchio non sarà più main sponsor, daremo comunque sostegno a Stefano Bonacini in un'altra forma"
Due playoff nel campionato Interregionale, una storica promozione in B, una salvezza tra i cadetti e il sogno della serie A più che mai vivo e attuabile. Questo sarebbe l’ipotetico palmares di Gianguido Tarabini che con la sua Blumarine è main sponsor del Carpi. E i biancorossi, con stampato sulle maglie il marchio di moda carpigiano, hanno raccolto molte gioie e poche amarezze. Soprattutto nella seconda tornata di sponsorizzazione, quella rinata dalla stagione 2012-2013. Sì perché il connubio Blumarine-Carpi era già in essere ai tempi dei Dilettanti quando il miracolo sembrava quello di raggiungere la C, figuriamoci quindi la serie A. Ora la musica è decisamente cambiata, i palcoscenici sono altri e, a breve, potrebbero essere ancora più prestigiosi. Nonostante questo, però, il felice rapporto andrà ad interrompersi, almeno parzialmente, proprio alla fine di questo strepitoso campionato confezionato dalla squadra di Castori. A confermalo è lo stesso Tarabini: «Già a inizio anno avevo avvisato la società, in particolare Bonacini, che avrei interrotto la mia sponsorizzazione. Il periodo economico non è dei più semplici e così ho preso questa decisione». Una decisione che, dunque, rimarrebbe tale anche in caso di promozione: «In serie A ci sarebbe maggiore visibilità per la mia azienda, ma di conseguenza anche l’esborso sarebbe più consistenti rispetto a quello attuale. Dunque preferisco farmi da parte, almeno come main sponsor, lasciando spazio a gente disposta ad investire cifre importanti e, magari, impegnata in campi più affini al calcio. Da non dimenticare, infatti, che la Blumarine si occupa di abbigliamento femminile, un prodotto che certo non ha molti punti in comune con gli appassionati del pallone. Con questo non voglio dire che Gianguido Tarabini saluterà il club, ma solamente che sponsorizzerà avrà modalità differenti». Poi l’amministratore unico di Blufin, casa di moda che appunto controlla il marchio Blumarine, scherza: «Anzi, potrei fare una proposta a Bonacini. Visto il “fattore C” che io e la mia azienda abbiamo portato in dote potrei chiedere al patron di pagarmi per fare da sponsor… (ride, ndr)». Per chiudere un po’ di calcio giocato: «Ovviamente se mi avessero detto che il Carpi, la squadra della mia città, avrebbe lottato per traguardi del genere non ci avrei creduto. Merito di una società solida, di un diesse fenomenale e di un allenatore preparato. Insieme sono stati capaci di costruire un gruppo coeso che, come spesso capita nel calcio, è in grado di fare la differenza». Anche se col Pescara qualcosa è andato storto: « Spero che torni presto Jerry (Mbakogu, ndr) perché la sua mancanza si è fatta sentire parecchio. Non si può sempre vincere, l’unica pecca è non aver sfruttato un ottimo primo tempo e essere stati puniti nella ripresa. La prestazione comunque è da salvare». E il sogno continua: «Certo. Sarebbe eccezionale vedere i biancorossi sfidare la “mia” Inter. Ci spero e nel caso spero pure in uno 0-0 che accontenterebbe tutti…».
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