Il Carpi è una belva e azzanna la serie A
Annientato il Brescia, ora bastano 3 punti per la promozione
CARPI. Il Carpi non si stanca mai. Stronca il Brescia, conquista la quinta vittoria consecutiva per la prima volta in Serie B (la settima nelle ultime otto gare), si migliora rispetto alle stesse giornate dell'andata (31 punti contro 29) e si porta a soli tre punti dalla promozione matematica. Potrà arrivare già a Frosinone sabato prossimo, addirittura prima se i ciociari perdessero a Livorno e il Bologna dovesse uscire sconfitto dall'anticipo della trentasettesima a Bari, venerdì 24 aprile. L'impressione, però, è che Porcari e compagni non abbiano nessuna intenzione di attendere lungo il fiume. Se la vorranno giocare a Frosinone, come hanno fatto in ogni minuto del campionato mettendo in campo convinzione, fame di vittoria e gioco. Verticalizzazioni insistite e continue che prima o poi finiscono col trovare il varco decisivo. Figuriamoci contro chi, come il Brescia, si illude di poter fare la partita e presta il fianco alla ripartenze. In avvio, mister Castori sceglie Pasciuti alle spalle di Mbakogu, nei panni normalmente indossati dallo squalificato Lollo. Poli trova spazio a sinistra della difesa mentre Letizia gioca alto sulla linea del centrocampo. Sul fronte opposto, mister Calori è costretto a ridisegnare l'attacco a causa delle assenze di Sodinha e Andrea Caracciolo. Il tecnico conferma Corvia al centro con Da Silva e Sestu ai lati. In difesa è regolarmente al suo posto Di Cesare. Sono gli ospiti a partire più decisi dopo il fischio di avvio. Approfittano degli spazi lasciati dai biancorossi a centrocampo e si rendono subito pericolosi con Caracciolo che arriva prima di tutti sulla punizione di Da Silva, ma non riesce a impattare all'altezza del primo palo favorendo l'intervento di Gabriel. I padroni di casa verticalizzano su Mbakogu ma in modo spesso impreciso. Quando però Letizia indovina la misura, il Brescia si trova improvvisamente senza anticorpi: il nigeriano brucia tutti sullo scatto e con un pallonetto infila Arcari in uscita. Mancava dal tabellino dei marcatori dal 31 gennaio. E' il primo gol dopo il rientro dall'infortunio al ginocchio. Il cinismo del Carpi mette in ginocchio il Brescia, che inevitabilmente sente il peso della classifica e al 17' perde anche Budel, uscito dal campo con la coscia tra le mani. Entra Bertoli, con H'Maidat che va a posizionarsi sul vertice basso davanti alla difesa. Non c'è neanche il tempo di testare la nuova disposizione che il Carpi trova il raddoppio. Pasciuti fa tutto da solo: prende palla a centrocampo, brucia tutta la difesa e con un diagonale di sinistro pesca l'angolino. I padroni di casa si rannicchiano nella propria metà campo e lasciano agli ospiti l'iniziativa, sempre lenta e spesso prevedibile, tanto che il giro palla lombardo è accompagnato dagli "Olè" di scherno dei propri sostenitori, giunti in quasi 500 al Cabassi, ora assiepati in curva est dopo aver riavvolto gli striscioni. Gli unici pericoli dalle parti di Gabriel li porta Corvia, sparando alto sul cross di Scaglia e poi con una splendida rovesciata a fil di palo che strappa gli applausi del Cabassi. Da lì a poco sarà proprio il centravanti a far calare il buio definitivo sul Brescia: al 40' colpisce con una manata allo stomaco Gagliolo con palla lontana. Il guardalinee vede, segnala il fallo e l'arbitro estrae il rosso. Il finale di tempo serve solo a riassestare le due squadre. Nel Carpi esce infatti Romagnoli per un risentimento muscolare, entra Sabbione che si posiziona a centrocampo. Letizia scala sulla destra della difesa e Poli si posiziona al centro in un 4-3-3 con Di Gaudio e Pasciuti larghi. Nel Brescia, invece , Sestu e Da Silva si accentrano per sopperire alla mancanza di Corvia. Il Carpi rallenta in avvio di secondo tempo ma alla prima occasione trova il terzo gol: Letizia accelera a sinistra e imbecca Lasagna, scatto sul filo del fuorigioco, diagonale millimetrico, palo interno e rete. Il Brescia non c'è più. Anche i tifosi se ne vanno alla chetichella dal Cabassi, mentre i padroni di casa fanno accademia. C'è ancora tempo per un paio di tentativi di Di Gaudio e per l'ingresso di Laner, che fa il suo esordio in riassaggiando il campo ad un anno di distanza dalla sua ultima apparizione nel Novara.
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