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Si apre uno spiraglio per tenere il Carpi a casa

di Fabio Garagnani
Si apre uno spiraglio per tenere il Carpi a casa

Trattativa febbrile tra la società e il Comune, il problema è chi deve accendere il mutuo per i lavori di ristrutturazione e adeguamento del Cabassi alla serie A

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Stringono i tempi per la promozione in Serie A, di conseguenza anche quelli per trovare un soluzione alla questione stadio. Qualcosa, nell'ultimo mese, si è mosso: accantonate tutte le soluzioni innovative, "Stadio della Moda" e stadio a noleggio, l'attenzione di Carpi e Amministrazione si è concentrata sul vecchio Cabassi. Le prime stime quantificano l'intervento in 5-6 milioni di euro, sufficienti, secondo le indiscrezioni, per far divergere le strade dei due soggetti coinvolti, tanto da far passare in secondo piano il parere del GOS, che pure deve ancora vagliare il progetto. Se non si arrivasse ad una quadratura, la soluzione per il Carpi non potrà che essere emigrare. A Modena, oppure a Parma, ipotesi che pare non ancora definitivamente tramontata. La discussione sarebbe attualmente arenata sulla questione delle garanzie. Cioè su chi si debba assumere l'onere del mutuo necessario a reperire le risorse. Si scontrano ragioni che stanno su un fronte e sull'altro.

Garanzie - Le ragioni del club

La proprietà del Carpi non vuole assumersi l'onere di un mutuo pluriennale su un bene che è e rimarrà di proprietà del Comune. Piuttosto, è disposta a pagare un contratto di affitto, magari graduato sulla base della categoria di appartenenza, e dunque sensibilmente più alto in Serie A, pare intorno ai 200 mila euro. Comporterebbe, di fatto, la rinuncia all'attuale convenzione (89 mila euro corrisposti dall'amministrazione per la gestione dell'impianto, con scadenza il 30/06/2023). Quest'ultimo passo appare comunque d'obbligo, visto che nella stessa è previsto che debba essere la società ad occuparsi della manutenzione straordinaria, intendendo per tale anche quella che riguarda "gli interventi che, con un lasso di tempo quinquennale o decennale a seconda dei casi, interesseranno una ristrutturazione complessiva delle strutture e impianti sportivi". Per il Comune, il saldo positivo di circa 300 mila euro annui controbilancerebbe i costi del mutuo, una somma complessiva vicina ai 5 milioni. Un'altra parte di lavori accessori, come area stampa e ospitality, verrebbe realizzata dalla società.

Garanzie - Le ragioni del Comune

Il muro del "non ci mettiamo un euro" sembra non essere più così granitico. L'impressione, pur senza alcun pronunciamento ufficiale, è che a Palazzo Scacchetti si cerchi una strada percorribile, senza escludere a priori una compartecipazione ai costi dei lavori. Sono due i punti che parrebbero non convincere l'Amministrazione: l'assunzione del rischio unilaterale e i tempi necessari per effettuare l'intervento, notevolmente dilatati se realizzati dalla macchina comunale, ingessata dalle normative sugli Appalti. Assumendosi sulle spalle un mutuo pluriennale, l'Amministrazione si esporrebbe a rischi sia in caso di retrocessione della squadra (e quindi con la riduzione del canone di affitto), che in caso di un cambio di proprietà della società. Per questo, l'ipotesi caldeggiata è esattamente opposta, con l'aumento dell'importo della convenzione ed una firma di garanzia apposta dalla società. La soluzione? Non è semplice, ma al momento attuale sembra possa passare solo attraverso la condivisione del rischio.

Anche l'Eibar tifa per il Cabassi

Nei giorni scorsi, i Guidati dal Lambrusco hanno ricevuto la lettera di risposta da parte dell'Eibar, piccola società basca che attualmente milita nella Primera Division della Liga spagnola con uno stadio da poco più di 5000 posti, nel quale ospita anche tifoserie come quelle del Barcellona e del Real Madrid. Dalla Spagna avrebbero accolto con favore l'invito a sostenere la causa del "Carpi a Carpi". Per capire in che modo occorrerà attendere la divulgazione della risposta.

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