Ora la B sta stretta, Carpi ha la testa in A
Pari senza emozioni col Lanciano. Ma i tifosi si divertono
CARPI. Il Lanciano torna dal Cabassi col punto che voleva. La squadra di D'Aversa si schiera per lungo tempo completamente dietro la palla, imbrigliando la manovra biancorossa con una tattica ostruzionistica che, combinata al gran caldo, sortisce l'effetto desiderato. Qualche emozione solo nel primo tempo, poi la partita è una noia mortale, una passerella per i giocatori biancorossi che manovrano spesso in orizzontale senza trovare spunti. Lo 0-0 è lo specchio perfetto della partita e toglie al Carpi la possibilità di battere il record di punti del Palermo nei campionati di B a 22 squadre. Rimane ancora la possibilità di chiudere con la difesa meno perforata di sempre. La partita si apre con il nuovo inno di Paolo Belli e con la messa in scena dei Guidati dal Lambrusco. Spalti vuoti fino al fischio d'inizio con una grande scritta sotto i Distinti: "Il Carpi non A Carpi". Poi le squadre si schierano, i gradoni si riempiono e lo striscione viene sostituito da "Il Carpi A Carpi". La vogliono al Cabassi la loro squadra, anche contro Juventus, Inter e Milan. Sul campo, invece, c'è curiosità per vedere all'opera Modolo e Sabbione dal primo minuto. Fino a qui solo spezzoni di partita per loro, ma le assenze dei vari Poli, Lollo e Gagliolo spingono Castori a inserirli nell'undici di partenza. A Lasagna, invece, è affidato il ruolo di punta centrale al posto dello squalificato Mbakogu. Schema esattamente speculare per D'Aversa che schiera il Lanciano col solito 4-3-3 che ha Thiam al centro dell'attacco, Piccolo e Grossi ai fianchi. Gli ospiti appaiono più brillanti al fischio d'inizio. Si avvicinano un paio di volte dalla parti di Gabriel, ma c'è sempre Romagnoli a intercettare le conclusioni. All'8' devia il destro di Thiam che carambola sull'esterno della rete e all'11' mette il piede sulla conclusione di Piccolo, ben liberato in area da Thiam. Al 22' mister Castori è costretto al primo cambio: fuori Modolo, che si teneva la coscia da qualche minuto e dentro Pasini. Il nuovo entrato si dispone sulla destra, mentre Struna si sposta al centro a fianco di Romagnoli. Le emozioni in campo continuano a latitare. Il Lanciano gioca chiuso per ripartire in velocità, ma il Carpi non cade nella trappola: non si sbilancia e manovra con tranquillità cercando varchi sulle fasce e accelerando nelle rarissime occasioni in cui gli avversari concedono spazi, mentre Sabbione gioca nella zona di Bacinovic per arginare l'avvio della manovra frentana. L'esito non è un inno allo spettacolo. Anzi, tutt'altro. Occasioni non se ne vedono. Così, per animare il pomeriggio, i Guidati dal Lambrusco ringraziano gli eroi di questa incredibile stagione, elencandoli uno a uno nei loro cori. Ma il primo tempo è davvero tutto qui, e la sostanza non cambia al rientro dagli spogliatoi. Anzi, il ritmo pare addirittura abbassarsi con il Lanciano sempre in undici uomini dietro la linea della palla alla ricerca del punto che basterebbe per certificare la salvezza. Il Carpi mantiene il possesso con un giro palla spesso orizzontale, allarga da una fascia all'altra nella speranza di trovare la difesa frentana sbilanciata ma non accade praticamente mai. Allora si affida ad un paio di tentativi di verticalizzazioni dalla trequarti di Bianco ma Sabbione prima commette fallo sottoporta, poi non riesce ad anticipare Nicolas in uscita. L'unico boato del Cabassi è per il solito Castori, che all'ennesima invocazione salta insieme ai tifosi. Anche per lui è la passerella perfetta, di fronte a due tifoserie che lo amano incondizionatamente, come dimostra lo striscione "Lancianesi castorizzati" che campeggia in curva est. Al 30' in area carpigiana si accende una mischia furibonda su corner, ma nessun rossonero riesce a trovare il tempo per concludere a rete. Poco dopo entrano in campo, quasi contemporaneamente, i due fratelli Gatto. Prima Massimiliano, a sostituire Di Gaudio, poi Leonardo per Grossi. Sugli spalti, intanto, la tribuna applaude il "noi vogliamo il Carpi al Cabassi" intonato dai Distinti. Sarebbe la ciliegina su un campionato destinato per sempre a segnare la storia del club di via Marx.
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