Carpi, questa sera passerella notturna al Curi di Perugia
Penultima fatica dei biancorossi ormai con la testa in A Castori: «Voglio impegno, dobbiamo difendere un record»
Modena, Lanciano e ora il Perugia. Dopo la storica promozione in serie A continua la passerella del Carpi in questo finale di stagione. I biancorossi hanno ormai esaurito i propri obiettivi, e che obiettivi, ma mister Fabrizio Castori non ha nessuna intenzione di abbassare la guardia, anzi. Le motivazioni del tecnico marchigiano sono molteplici, la prima sicuramente riguarda la regolarità del campionato: «Anche al “Curi” – dice – scenderemo in campo con lo spirito che ha caratterizzato le nostro ultime uscite. L’atteggiamento dunque non cambia, siamo professionisti e abbiamo intenzione di dare il massimo sino alla fine di questa serie B». E poi c’è un record, quello della miglior difesa di sempre nella categoria cadetta a 22 squadre, da conquistare: «Certamente non sarebbe male anche perché andrebbe a certificare una volta di più quello che abbiamo combinato in questa stagione». A Perugia, però, non mancheranno le assenze nello scacchiere a disposizione dell’esperto allenatore: «Ci sono alcuni giocatori fuori, ma questo ci dà anche l’occasione per testare e verificare altri ragazzi che sino ad ora sono stati impegnati poco. Toccherà a loro farsi trovare pronti e dare delle risposte». Certo che le motivazioni la faranno da padrone e l’avversario di giornata, il Perugia, ha ancora molto da chiedere a questo campionato: «Mi aspetto una squadra tosta che in casa vorrà cogliere il massimo risultato per continuare nella lotta ai playoff. Inoltre saremo ospiti di uno stadio gremito di gente e di passione, un’ulteriore stimolo per cercare di fare bella figura di fronte a tanta gente». Per chiudere la domanda di rito, quella che non manca mai in coda alle conferenze del mister: a che punto è il rinnovo del contratto in vista della prossima stagione? «Il direttore è rientrato da poco dal Sudamerica. Non ci siamo ancora parlati, ci sarà comunque tempo per discuterne».
Enrico Ballotti
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